La Sicilia rientra indubbiamente tra le regioni più pericolose in tutta l'Italia per i lavoratori. Ma queste morti non sono un caso: sono determinati da una serie di norme sulla sicurezza rigorosamente non rispettate.

La Sicilia rientra indubbiamente tra le regioni più pericolose in tutta l’Italia per i lavoratori. A testimoniarlo il tasso – in costante aumento – di incidenti mortali sul posto di lavoro: e non è un caso. Infatti le morti, nonostante la loro accidentalità, sono determinati da una serie di norme sulla sicurezza rigorosamente non rispettate dai dirigenti.
Dall’inizio dell’anno a luglio 49 morti, per non parlare dei tantissimi feriti. Quest’ultimi sono aumentati esponenzialmente a Palermo, Messina, Ragusa e Trapani: 516 le vittime – anche e soprattutto in età avanzata. A confermare l’aumento significativo, rispetto l’anno scorso: nello stesso periodo ci sono state 13 morti in più causate da incidenti. Ben 29 morti nell’industria e servizi, 8 in agricoltura e 2 nel pubblico impiego.
A tal proposito si esprime così l’economista Franco Garufi: “Morire di lavoro non e’ colpa del destino; e’ una diretta conseguenza della diminuita attenzione alla sicurezza dei luoghi di lavoro e del generale appesantirsi delle condizioni di lavoro, frutto anche del protrarsi della crisi economica le aziende investono meno in sicurezza.Commenta così i dati Inail diffusi sul sito del Centro Pio la Torre e continua – Le lavoratrici e i lavoratori sono pressati anche dal timore della perdita del posto di lavoro e riescono assai meno del passato ad organizzare iniziative di resistenza contro l’arretramento delle condizioni materiali nelle quali prestano la propria opera“.
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