Ignote le cause del suicidio. Il gioielliere, assieme ai fratelli, era uno dei simboli dell'imprenditorialità catanese.

Finisce con un suicidio, con un colpo di pistola sparato nel retrobottega della sua attività, la vita del famoso gioielliere Marco Avolio. La sorella, nell’aprire la storica gioielleria di piazza Università in mattinata, avrebbe ritrovato il corpo del defunto riverso sul pavimento.
A nulla sono servite le due volanti e l’ambulanza inviate dalla Questura a seguito della chiamata della sorella. I sanitari hanno potuto soltanto certificare il decesso, mentre le forze dell’ordine hanno accertato che sul posto non c’erano stati segni di effrazione. L’arma era legalmente detenuta dal proprietario.
La gioielleria di piazza Università è da quasi un secolo un punto di riferimento nel settore. La storica insegna, assieme al palazzo San Giuliano e al palazzo centrale dell’Ateneo di Catania, fa parte di cartoline e ricordi indimenticabili ai catanesi e ai tanti turisti che sono passati da piazza Università.
Non si conoscono ancora le ragioni che avrebbero spinto Avolio ad arrivare al suicidio.
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