Catania

Lectio magistralis del prefetto Sammartino: “Nuovo piano di controllo per la movida catanese”

Durante una lectio magistralis tenuta a Scienze Politiche, il prefetto di Catania, Claudio Sammartino, anticipa importanti novità sul controllo dell'ordine e della sicurezza della città di Catania.

“Non è una lectio magistralis. Io parlo di me, parlo del lavoro che ho fatto, del lavoro che faccio, del lavoro che condivido con i colleghi e delle esperienze che ho avuto non solo in questa città, ma anche in altre città altrettanto complesse: Taranto, Reggio Calabria e Palermo.” 

Con queste parole il prefetto di Catania, Claudio Sammartino, ha introdotto una lectio magistralis dal titolo “La Governance prefettizia in una società complessa”, tenuta mercoledì 10 aprile nell’aula magna del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania.

La lezione magistrale ha permesso agli studenti presenti di comprendere al meglio la funzione della prefettura in una società complessa e problematica come quella moderna. Il quesito al quale il prefetto Sammartino ha provato a dare una risposta riguarda l’utilità della figura del prefetto al giorno d’oggi, per la risoluzione di situazioni critiche e importanti come quelle di Catania.

“È questo che noi non vogliamo: non essere passato, ma essere presente e futuro per le società in cui lavoriamo – ha spiegato Sammartino -. E soprattutto per la società catanese che vive una situazione di grande criticità”.

L’attività di regolazione svolta dai prefetti consente di unificare la moderna società complessa, definita “liquida”, ovvero senza situazioni predeterminate ma in continuo cambiamento.

Il prefetto chiarisce i significati dei due termini “Governance”, ovvero l’attività o l’arte di governare , e “Government”, inteso come l’istituzione o l’organo monocratico di vertice di un sistema politico amministrativo.

“Quando si parla di ‘governance’ ci si riferisce alla trincea – chiarisce Sammartino -. E il prefetto sta sempre in trincea. Anzi, nelle diverse trincee che quotidianamente vengono disposte”.

In seguito a un excursus storico sulla nascita e lo sviluppo della figura del prefetto dal 1800 ai giorni nostri, se ne chiarisce la funzione, che viene definita di “equilibrio del sistema”. Sammartino utilizza il “dilemma del prigioniero o paradigma del paradosso” di John Nash per esplicare il comportamento dei soggetti nella società: è necessario l’intervento di un regolatore esterno, un terzo agente istituzionale, che risolva la competizione, massimizzando il risultato o riducendo lo svantaggio dei due attori.

Il prefetto è un’autorità di regolazione che guida, consiglia, indirizza e interviene. Svolge un compito essenziale anche per il monitoraggio delle amministrazioni comunali. Al riguardo Sammartino: “Il prefetto, quale autorità provinciale di pubblica sicurezza, non interrompe il processo democratico, ma osserva e, per salvaguardarlo, interviene, fa ripartire tutto da zero perché qualcuno ha distorto il processo democratico.”

Il prefetto conclude l’intervento con alcune dichiarazioni sulla sicurezza della città di Catania e il nuovo piano di controllo coordinato del territorio.

“La sicurezza dei cittadini va di pari passo con la loro libertà. La tutela della sicurezza è importante perché significa anche tutelare la loro libertà e la libertà di tutti, non solo di quelli che vogliono divertirsi, ma anche di quelli che vogliono dormire e stare a casa di sera. La sicurezza e l’ordine pubblico sono, soprattutto nelle nostre città, uno dei fattori importanti di civiltà e di sviluppo. Quindi la funzione di regolazione del prefetto è di non mortificare le istanze né di chi vuole fare impresa e attività, ma neanche di chi vuole abitare serenamente. Anche per la movida catanese troveremo una soluzione di qui a breve. Il nuovo piano di controllo coordinato del territorio, che stiamo avviando qui a Catania e che abbiamo in esame, comporterà rilevanti novità sul territorio cittadino“.

Zaira Raciti

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