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Reddito di cittadinanza, al via le domande: come procedere

L'attesa è finita. Mancano meno di 24 ore e sarà possibile presentare le domande per il Reddito di Cittadinanza. I moduli per il sussidio sono già disponibili sul sito Inps dal 28 febbraio, la platea stimata dei beneficiari ammonta a circa 5 milioni, che cosa bisognerà aspettarsi? Ecco i requisiti per fare domanda e i successivi step da seguire.

Il Reddito di cittadinanza è stato tra i trend topics di questi ultimi mesi e continuerà ad esserlo anche nei mesi a venire. Ancor prima della sua introduzione formale attraverso il decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4, il reddito di cittadinanza ha sempre suscitato grande interesse nel dibattito pubblico, su internet e nei programmi televisivi così come tra la gente per strada. Se in molti si dichiarano scettici rispetto alla riuscita di questa nuova manovra di “welfare”, ci sono molti altri che ripongono grande fiducia in questo nuovo sussidio varato dal governo.

Tuttavia, benché siano già usciti i moduli per fare la domanda e tra qualche ora (a partire dal 6 marzo) sarà possibile presentare le richieste, esistono ancora tanti aspetti confusi e poco chiari in relazione al Rdc. 

Per fare chiarezza occorre, quindi, partire dalla definizione stessa che il governo ha dato del Reddito di Cittadinanza, inteso come “un sostegno per famiglie in difficoltà che mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.”

Reddito di cittadinanza e Pensione di cittadinanza

La differenza tra i due sussidi sta principalmente nell’età dei suoi beneficiari. Infatti, come facilmente intuibile dal nome la Pensione di Cittadinanza si rivolge a nuclei familiari di anziani: tutti i componenti e non solo il capofamiglia devono avere infatti 67 anni. Si tratta di un sussidio economico che segue le regole generali del Reddito di cittadinanza, ma non esistono vincoli annessi al lavoro, quindi occorrerà soltanto presentare la domanda, senza successivamente dare la disponibilità immediata al lavoro.La trasformazione da Rdc a Pdc avviene d’ufficio quando in un nucleo familiare già beneficiario di Rdc il componente più giovane giunge all’età di 67 anni.

Requisiti Rdc/Pdc

Il primo aspetto sul quale occorre quindi soffermarsi è quello dei requisiti necessari per poter accedere al sussidio economico. Per prima cosa il valore dell’ISEE che non deve essere inferiore a 9.360 euro. Per tale ragione al momento della domanda bisogna solo aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE. I limiti per i redditi e i patrimoni sono fissati a per il patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione e per il patrimonio finanziario che non deve essere superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo.

Infine, per quanto riguarda il possesso dei beni durevoli non sono ammessi ai fini del sussidio gli autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta; autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti; i motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti e le navi o imbarcazioni da diporto. Ammessi, quindi autoveicoli e motoveicoli immatricolati con datazione precedente alle disposizioni sopra e gli autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazione fiscale.

Chi può e chi non può presentare la domanda

Stando alle linee guida dell’Inps, oltre al valore Isee, altre condizioni necessarie si aggiungono per poter richiedere il beneficio. Possono così presentare la domanda i cittadini italiani e dell’Unione Europea, gli stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato), gli stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente e i familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea. Il richiedente deve comunque essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

Sono invece esclusi dal Rdc/Pdc i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

Come e dove si presenta la domanda

La domanda del Rdc/Pdc può essere presentata in tre modalità diverse a partire da giorno 6 marzo. In modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019 (e da ogni giorno 6 del mese). On-line, direttamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link www.redditodicittadinanza.gov.it tramite le credenziali SPID (informazioni sul sitowww.spid.gov.it). La raccolta delle domande avverrà anche presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF): dopo l’intesa raggiunta con l’Inps essi daranno assistenza ai beneficiari sulle domande per accedere al reddito di cittadinanza e sull’Isee a partire da domani.

Gli step successivi

Una volta presentata la domanda bisognerà aspettare la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite e-mail e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente. In caso di esito positivo, occorrerà aspettare successiva comunicazione da parte delle Poste, in cui verrà fissato un appuntamento per il ritiro della Carta prepagata, volta all’erogazione del sussidio stesso.

Terzo passo sarà quello in cui i  tutti i componenti del nucleo familiare devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID),  entro 30 giorni dall’avvenuta comunicazione Inps di accoglimento della domanda. Al momento, la DID può essere resa o presso i Centri perl’impiego o  presso i patronati convenzionati con l’ANPAL. Inoltre, la dichiarazione potrà essere presentata in futuro anche sulla piattaforma digitale dell’ANPAL cosiddetta SIUPL, che è ancora in corso di implementazione.

Sono esonerati dalla presentazione della DID i minorenni, i beneficiari del Rdc pensionati, i beneficiari della Pensione di cittadinanza, i soggetti di oltre 65 anni di età, i soggetti con disabilità, come definita ai sensi della legge 12 marzo 1999, n.68 (ossia disabili con riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra), solo qualora non sia previsto il collocamento mirato, i soggetti già occupati oppure che frequentano un regolare corso di studi o di formazione. Se non si presenta la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al Lavoro è prevista la decadenza del beneficio.

Come e quando avverrà il pagamento e come si può utilizzare il beneficio

Il sussidio, qualora la domanda sia stata accettata, è accreditato mensilmente sulla “Carta Rdc”, carta prepagata erogata da Poste Italiane, a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Tuttavia, se la domanda viene fatta in questi giorni, per quando riguarda la prima erogazione sulla carta bisognerà attendere ben oltre il mese di aprile. Infatti, si prevede che l’Inps verificherà le domande nel corso di tutto il mese di aprile. I Caf raccoglieranno le domande fino al 31 marzo, e le inoltrerà  fino al 15 di aprile all’Inps che verificherà i requisiti, accettando o rigettando le domande. Qualora l’esito sia positivo, quindi, il primo pagamento non avverrà prima del mese di maggio.

La Carta Rdc si potrà utilizzare per fare alcune spese di beni di consumo, per pagare utenze, prelevare mensilmente contanti pari a 100 euro moltiplicati per la cosiddetta ”scala di equivalenza” che è un parametro in base al numero e alla tipologia dei componenti la famiglia, effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare, effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo.

Reddito di cittadinanza ridotto e Reddito di cittadinanza esteso

Oltre al modulo standard, l’Inps ha pubblicato altri due moduli, uno per il Reddito di cittadinanza ridotto e uno per il Reddito di cittadinanza esteso. Il primo atto a comunicare i redditi di attività lavorative in corso al momento della presentazione della domanda e non interamente valorizzati su ISEE, il secondo atto a comunicare tutte le variazioni intervenute nel corso della percezione della misura.

Con il reddito di cittadinanza ridotto, si ammettono tra i beneficiari anche quei nuclei familiari dove tutti i suoi componenti lavorano. Quindi si afferma la compatibilità tra il beneficio stesso e l’attività lavorativa, sia subordinata, sia autonoma. “In caso di attività lavorativa di uno o più componenti, se l’attività subordinata è iniziata nell’anno 2017, nell’anno 2018, ovvero nei primi mesi del 2019 ed è in corso al momento di presentazione della domanda, occorre compilare il modello Rdc/Pdc–Com, recandosi ai CAF convenzionati con le proprie credenziali, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda” – queste le indicazioni fornite dall’Inps, che valgono anche per l’attività lavorativa autonoma o d’impresa.

Il modulo del reddito di cittadinanza esteso è da compilare se, invece, l’attività lavorativa subordinata o autonoma è iniziata dopo la presentazione della domanda di Rdc, e cioè nel corso di godimento del beneficio. Pertanto tali variazioni dovranno essere comunicate compilando il modulo e recandosi al centro dell’Impiego che trasmetterà all’Inps, la quale poi valuterà le condizioni per la permanenza del beneficio.

Infine, in caso di variazioni del nucleo familiare nel corso di godimento del beneficio, è necessario ripresentare la DSU aggiornata entro 2 mesi dalla variazione e anche una nuova domanda di Rdc/Pdc, altrimenti il beneficio decadrà. Tuttavia, se la variazione è dovuta a nascita o decesso di un componente occorrerà ripresentare soltanto la nuova DSU senza rifare anche la domanda.

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