Università di Catania

Presentato “Vulcan-Fury”, il futuro della mobilità sostenibile made in Catania

Questa mattina si è tenuto l’incontro tra i ragazzi dell’Eco Hybrid Katane Team e le massime autorità politiche regionali presso l’aula magna dell’edificio 14 alla Cittadella universitaria.

Per la prima volta gli studenti che lavorano da più di tre anni al prototipo “Vulcan-Fury”, una macchina che funziona con un motore Ibrido Serie, hanno incontrato pubblicamente e in forma del tutto ufficiale il presidente della regione Sicilia Nello Musumeci, il Presidente della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro Dep. Luca Sammartino, il Direttore Generale UNICT Dott. Candeloro Bellantoni, il Direttore del Dipartimento DICAR Prof. Enrico Foti, il Direttore del Dipartimento DIEEI Prof. Giovanni Muscato e il docente di ingegneria meccanica magistrale Prof. Ing. Rosario Sinatra.

All’incontro presenti anche gli studenti dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Arturo Ferrarin”, che hanno avuto modo di confrontarsi con una realtà futura universitaria non molto distante dal percorso di studi intrapreso. Durante l’incontro lo stesso Eco Hybrid Katane ha voluto presentare i compagni siracusani di “Futuro solare”, anche loro alle prese con la progettazione e la realizzazione di una macchina, “Archimede”, che, a differenza della “Vulcan-Fury” sfrutta come combustibile l’energia solare attraverso l’impiego di numerosi pannelli fotovoltaici.

L’intervista al team leader della squadra Ing. Antonio Gurgone e al Responsabile scientifico Dott. Ing. Rosario Lanzafame

Oggi è la prima volta che vi presentate pubblicamente alle autorità amministrative e governative, una sorta di battesimo. Cosa vi aspettate da questo incontro?

Non è la prima volta che incontriamo il Presidente della regione Sicilia Musumeci, ma oggi è la prima volta che lo incontriamo pubblicamente. Il nostro non è un progetto per vincere qualcosa, ma è prima di tutto un progetto di ragazzi siciliani, per cui la Sicilia deve essere in prima linea e conoscere i progetti di giovani studenti come noi, che hanno deciso di investire qui i propri sogni. Da questo incontro non ci aspettiamo altro che una sensibilizzazione in primis dal settore politico e governativo. Ricordo che quando siamo andati a Palazzo D’Orléans a Palermo per parlare con il Presidente della regione ci chiese: “Cosa posso fare per voi?”. Gli risposi: “Probabilmente sono uno dei pochi siciliani che vengono da Lei senza chiederle nulla, se non venire a conoscere il nostro progetto e il nostro team.”. E così oggi è stato. Ci aspettiamo una sensibilizzazione anche dall’Università che deve essere più aperta a progetti del genere.

In breve, come nasce l’idea e il vostro gruppo?

Dobbiamo molto al nostro professore Rosario Lanzafame, che ci ha proposto di partecipare attivamente a questo progetto durante un evento del nostro Dipartimento di Ingegneria. Ne abbiamo parlato tra noi colleghi e, entusiasti della proposta, abbiamo chiesto un colloquio con il professore per avere ulteriori delucidazioni. All’inizio sembrava un’idea platonica irraggiungibile, dato anche i mezzi che avevamo a disposizione. I primi tempi non avevamo nemmeno un laboratorio dove poter lavorare. Piano piano abbiamo cominciato a chiedere i primi spazi, i primi materiali e i primi finanziamenti e con il tempo in parte li abbiamo ottenuti.

Quest’anno è la terza volta che partecipate alla Shell Eco-Marathon. Quali propositi nutrite per questa importante esperienza?

La prima volta siamo stati a Londra, non è andata bene perché abbiamo rotto il motore durante la gara. La seconda volta siamo stati in Francia come da regolamento per testare il funzionamento della nostra macchina e solo in questo modo è possibile partecipare alla tappa di Londra 2019 che si svolgerà nel mese di Luglio. Ci aspettiamo di percorrere almeno 200 km con un litro di combustibile, di divertirci, di conoscere tante realtà e che anche in un domani non troppo lontano si potrà usare l’idrogeno anche qui a Catania. Non ci aspettiamo di vincere, perché siamo consapevoli di non essere ancora pronti.

Prof. Lanzafame, qual è il suo ruolo in questo progetto?

La cosa più importante è che più ragazzi, che prima non si conoscevano, ora riescono a lavorare assieme e in sinergia. Il lavoro in gruppo è ben diverso dal lavoro autonomo e io assicuro la mia presenza nel gruppo motivando questi ragazzi a credere in ciò che studiano e che fanno, li consiglio. Con i ragazzi parliamo sia delle componenti tecniche della macchina ma anche di loro, non bisogna dimenticare che hanno un’età media tra i 20 e i 27 anni. I ragazzi hanno bisogno di vivere l’esperienza, non solo di farsela, e di conoscere il mondo e le altre realtà al di fuori della nostra terra. Per questo oggi ho espressamente chiesto al Presidente della regione e al Presidente della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro di rendere obbligatorio un periodo all’estero, trovando le rispettive risorse per tutti gli studenti, soprattutto per le classi meno abbienti, affinché tutti gli studenti possano vivere un’esperienza simile a quella di questi trenta fortunati, perché io stesso ho constatato che i miei studenti tornano con un qualcosa in più. La più grande crescita culturale passa attraverso il confronto con il mondo.

Tutti i ragazzi dell’Eco Hybrid Katane Team

Cagliari Salvatore, Ingegneria meccanica magistrale: reparto progettazione; Carmeni Giulia, Ingegneria industriale: reparto relazioni con l’esterno e compositi; Di Grazia Federico, Ingegneria meccanica magistrale: reparto progettazione; Faranda Giuseppe, Automation engineering and control of complex systems: reparto elettrico, elettronico e di controllo; Garofalo Davide, Ingegneria industriale: reparto endotermico ICE; Giuffrida Davide, Ingegneria industriale: reparto compositi; Gurgone Antonio, Ingegneria meccanica magistrale: team leader; Iaquinangelo Vincenzo, Ingegneria industriale: reparto compositi; Leonardi Domenico, Ingegneria industriale: reparto compositi; Leone Andrea, Ingegneria meccanica magistrale: reparto progettazione; Lisi Alessandro, Ingegneria industriale: reparto compositi; Litrico Elena, Ingegneria meccanica magistrale: reparto compositi; Longo Giuseppe, Ingegneria industriale: reparto compositi; Messina Danilo, Automation engineering and control of complex systems: reparto elettrico, elettronico e di controllo; Pocorobba Filippo, Ingegneria industriale: reparto progettazione; Stella Lorenzo, Ingegneria industriale: reparto compositi; Sortino Andrea, Ingegneria elettronica: reparto elettrico, elettronico e di controllo; Zumbo Leandro, Ingegneria gestionale magistrale: reparto relazioni con l’esterno e compositi.

Articolo e foto a cura di Maria Regina Betti.