Ingenti danni nell'hinterland catanese: cittadini svegliati in piena notte dal terremoto di magnitudo 4.8 con epicentro a Viagrande (CT).
![Terremoto di magnitudo 4.8, famiglie sfollate e diversi feriti: la conta dei danni [FOTO]](https://images.liveuniversity.it/sites/2/2018/12/chiesa-fleri-terremoto.jpg)
È iniziata sin dalle prime ore dell’alba la conta dei danni in seguito al forte terremoto, avvenuto alle ore 3.19 con epicentro a Viagrande (CT), di magnitudo 4.8. La scossa di questo sciame sismico, finora la più forte registrata dai sismografi dell’Ingv, ha provocato ingenti danni a molti edifici, causando anche una decina di feriti e diverse famiglie sfollate.
Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e dei soccorsi, che si sono immediatamente attivati e coordinati con tutte le altre forze dell’ordine. A Fleri, frazione di Zafferana Etnea (CT) si contano i maggiori danni, con diverse case crollate, muri crepati e gente che si è riversata in strada in piena notte. Le immagini che giungono sul web raccontano uno scenario devastante, con il piccolo territorio ai piedi dell’Etna totalmente squarciato dal sisma dovuto all’attività eruttiva del vulcano.
Primi dati che arrivano anche dagli ospedali catanesi (28 casi arrivati in P.S.), che hanno dovuto fronteggiare l’emergenza, come il Cannizzaro di Catania che “ha gestito sei casi legati al terremoto di questa notte. Due i codici gialli per ferite dovute alla caduta di calcinacci e altri oggetti: una 70enne di Pennisi (frazione di Acireale) con fratture costali, contusioni e schiacciamento toracico e lombare, che è stata ricoverata nel reparto di Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza, dove è costantemente monitorata; un 71enne della zona di Fleri (Zafferana Etnea) con un trauma cranico non commotivo, che è stato trattenuto in osservazione. Gli altri quattro sono codici verdi, per condizioni di shock, in dimissione nel corso della mattinata“.
Problemi anche a Santa Maria La Scala e a Pennisi, nell’acese, così come a Santa Venerina (CT), dove è crollato parte del prospetto della Parrocchia Sacro Cuore, con la caduta di calcinacci e di una statua posta in posizione sommitale.
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