Università di Catania

Le annullano la laurea dopo 9 anni, ma il Tar dà ragione all’ex studentessa

A distanza di anni, l'Università ha annullato il titolo conseguito: immediato il ricorso al Tar, che ha dato ragione alla ex studentessa.

È possibile che dopo anni di distanza dal conseguimento della laurea venga annullato il titolo conseguito? Evidentemente sì: succede ad una commercialista di Agrigento, 37 anni, laureata in Economia e commercio presso l’Università di Palermo. Proprio l’ente accademico, a distanza di dodici anni, ha riscontrato alcune anomalie nel percorso accademico della donna, al punto di decretare, in autotutela, l’annullamento dell’intero titolo accademico conseguito.

Stando a delle ricerche, piuttosto tardive, l’ateneo avrebbe appurato alcune irregolarità nella registrazione di alcuni esami, sostenuti oltre un decennio prima dall’allora studentessa. Con apposito decreto rettoriale, quattro esami sostenuti sarebbero così stati annullati – in autotutela – portando di conseguenza anche al blocco della validità della laurea conseguita. Immediata la risposta della giovane, che si è tutelata attraverso alcuni avvocati, chiedendo al Tar Sicilia di annullare il decreto rettorale, che aveva determinato anche conseguenti complicazioni in ambito lavorativo.

Il decreto rettorale, giunto dopo un anno, è stato contestato, sia in relazione alla tardività con cui è stato avviato il procedimento, sia per un presunto “eccesso di potere” con cui l’università palermitana avrebbe deliberato il provvedimento, non fornendo una sufficiente documentazione a prova dell’accusa. Se in un primo momento il Tar aveva accolto il ricorso, in via cautelare, recentemente lo stesso tribunale ha provvedo all’annullamento dei decreti rettorali, dando ragione alla difesa: in primo luogo, l’Università avrebbe agito in autotutela superando il tempo massimo consentito di 18 mesi, in secondo in difetto di istruttoria e motivazione – ovvero senza consultarsi con le relative commissioni d’esame per appurare le irregolarità riscontrate.

Per la giovane commercialista agrigentina, allora, la partita può considerarsi conclusa a proprio favore, mettendo al sicuro sia il titolo conseguito sia la professione lavorativa e la relativa attività; all’ateneo palermitano, invece, spetterà il risarcimento del contributo unificato nei confronti della donna.