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Lotta ai parcheggiatori abusivi: con il nuovo decreto rischiano l’arresto

Dopo il benestare del Senato dei giorni scorsi, il decreto Salivini passa alla Camera e qualora venisse accettato cambierà la musica sulla questione dei parcheggiatori abusivi.

Si è tanto discusso nelle scorse settimane sul decreto Sicurezza, presentato dal Ministro degli Interni Matteo Salvini, che proprio negli ultimi giorni è passato al vaglio del Senato ed ha ottenuto l’approvazione. Il prossimo passo è la Camera, e se dovesse essere accettato anche in questa sede potrà essere messo in atto.

Il decreto Salvini riguarda principalmente la sicurezza e l’immigrazione e contiene tanti punti al suo interno che vanno dalle norme sui permessi di soggiorno e sulla cittadinanza, il braccialetto elettronico per gli stalker e il tanto discusso Daspo urbano.

Tra i diversi provvedimenti affrontati nel decreto, è presente uno che dovrebbe dare luogo a un cambio di musica dell’ambiente urbano, in particolar modo per alcune zone quali la Campania e la Sicilia. Si tratta delle azioni per la lotta ai parcheggiatori abusivi, condizione alla quale molti cittadini sono stati abituati nel corso degli anni.

Nello specifico, la novità riguarda la possibilità dell’arresto per i parcheggiatori abusivi, oltre alle abituali sanzioni, le quali spesso si rivelano inutili dato che la persona multata risulta nullatenente. Riguardo l’arresto, questo potrebbe scattare nel momento in cui vengano usati minorenni o se l’abusivo sia già stato sanzionato per lo stesso motivo.

I rischi per i parcheggiatori, a seconda dello specifico caso della sanzione, saranno quindi multe da 771 a 3.101 euro e fino ad un anno di reclusione. Inoltre anche per loro dovrebbe essere previsto il daspo urbano per evitare che i soggetti si ripresentino nelle zone dove svolgevano l’azione di abusivismo, anche se risulta che questa misura non ha avuto molto successo in passato: spesso infatti i parcheggiatori hanno cambiato la zona con un “collega” o hanno semplicemente ignorato il provvedimento.