Il terremoto, così come le eruzioni laviche, hanno sempre caratterizzato sin dalle epoche più antiche la storia della città di Catania, modificando talvolta anche il volto della città. Il primo terremoto di cui si ha notizia certa e che ebbe conseguenze disastrose per la città fu quello del 4 febbraio 1169. Il sisma di magnitudo 6.6 venne anche denominato “terremoto di Sant’Agata”. In quell’occasione morirono circa 15mila persone, tra cui un elevato numero di fedeli e del clero catanese, compreso il vescovo della città. Questi ultimi morirono proprio sotto il crollo della Cattedrale di Sant’Agata mentre era in corso una funzione religiosa alla vigilia della festa della Santa Patrona. Da qui la denominazione assunta nel tempo.
Nel periodo più recente tra il ‘900 e il nuovo millennio, non si sono verificati a Catania e provincia terremoti di una simile intensità o distruttività. Tuttavia, sono in molti a ricordare alcuni eventi sismici, che seppur poco o quasi per nulla distruttivi per la città, hanno generato il panico tra i catanesi. Tra questi certamente il terremoto di Carlentini, detto anche di “Santa Lucia”, verificatosi il 13 dicembre 1990. Il sisma di 5.7 magnitudo, con epicentro ad Augusta, venne avvertito anche a Catania.
A questi terremoti si aggiunge nella storia della città di Catania, quello verificatosi alle 2.34 di notte del 6 ottobre 2018, nei pressi di Santa Maria di Licodia e con danni a Biancavilla. Seppur non paragonabile in termini di distruttività a quelli avvenuti nelle epoche passate, è chiaro che tale sisma per la sua intensità, di 4.6 magnitudo, rientra tra i maggiori degli ultimi decenni. Dopo anni di quiete, questo terremoto ha fatto tornare ancora la paura: facendo ricordare ai catanesi di vivere in un luogo strutturalmente a rischio, difficilmente il sisma del 2018 verrà dimenticato dalla popolazione. Tuttavia, come recita l’iscrizione apposta sulla Porta Garibaldi “Melior de cinere surgo”, la città ha sempre avuto nel tempo, dopo ogni evento disastroso, la forza di resistere e rinascere dalle proprie ceneri sempre più bella di prima.












