Troppo qualificati per alcuni lavori: l’overeducation colpisce i laureati

Dai dati Istat emergerebbe come troppo spesso i giovani italiani non riescano a ottenere un lavoro proporzionato ai propri studi. Tra i più svantaggiati i laureati in Science umane e sociali.

Studiare per anni e anni, spendere un mucchio di soldi tra rette universitarie, affitti, libri di testo, allontanarsi spesso dalla propria casa e dai propri affetti, impiegare le proprie energie e il proprio tempo e un giorno, finalmente, laurearsi. E, se si è fortunati, riuscire a trovare anche un lavoro retribuito. Eppure, secondo i dati diffusi da Istat, l’occupazione che si riesce a ottenere spesso non è adeguata agli studi condotti.

Da qui al sostenere che lo studio non serva a nulla il passo è, decisamente, troppo lungo. Nonostante ciò, circa 437mila giovani nel Bel Paese ricoprono posizioni lavorative non avvicinabili e proporzionate al percorso di studio fatto e al titolo conseguito. Nel dettaglio, i diplomati che si ritrovano a svolgere un lavoro non proprio adeguato sono circa il 24% per gli uomini e 9% per le donne, mentre la situazione dei laureati vede una percentuale del 30,5 per le donne e del 20,1 per gli uomini.

Il fenomeno della overeducation, vale a dire della sovra istruzione rispetto all’impiego da svolgere, riguarderebbe poi in particolare i laureati, specialmente quelli in Scienze Umanistiche e in Scienze Sociali, entrambi intorno al 36%, mentre più fortunati sarebbero, invece, i laureati in Medicina, che più facilmente riuscirebbero a trovare un lavoro proporzionato alle proprie capacità, con il solo 10% di loro che, al contrario, svolge un’attività non adeguata.

Negli anni del surplus dei laureati, quindi, si assiste a un fenomeno preoccupante, che vede i giovani italiani intraprendere percorsi professionali del tutto distanti dal proprio ambito d’interesse e di competenze. E così, non di rado, ritroviamo dottori in Filosofia a servire i nostri hamburger con patatine, comunicatori lavorare in veste di babysitter o badanti, sociologi servire ai tavoli o, ancora, avvocati spazzare le strade.

Nulla di grave o umiliante, se non fosse, però, che la scuola e, ancor più, l’università dovrebbero distribuire equamente le risorse, indirizzare i giovani in base alle proprie competenze e interessi, fare in modo di creare una classe di professionisti ben formati che possano fare la fortuna e la crescita stessa del Paese, non, al contrario, rappresentare l’acquisizione di un semplice pezzo di carta che non serva a realizzare le proprie ambizioni. E, nel frattempo, mentre l’Italia si ostina a non investire nei suoi giovani, la fuga di cervelli continua ad arricchire paesi stranieri.

 

Redazione

Articoli scritti dalla Redazione.

Pubblicato da
Redazione

Articoli recenti

Overshoot Day 2026, l’Italia ha già esaurito le risorse: i dati raccolti

L’Overshoot del 2026 si è già verificato! In altre parole, si tratta del giorno in…

13 Maggio 2026

Catania, rinnovo carte d’identità: prenotazioni esaurite fino a luglio

In vista della scadenza del 3 agosto 2026, termine oltre il quale le carte d’identità…

13 Maggio 2026

Acoset, nuovo disservizio idrico nei Paesi Etnei: le zone coinvolte

Nuovi possibili disservizi idrici in arrivo per diversi comuni della fascia pedemontana etnea. A causa…

13 Maggio 2026

Eurovision, Sal Da Vinci fa esplodere Vienna: Italia in hype

La prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2026, ospitata alla Wiener Stadthalle di Vienna, ha subito…

13 Maggio 2026

Assunzioni Trenitalia: posti a tempo indeterminato in Sicilia

Assunzioni Trenitalia: le Ferrovie dello Stato hanno avviato una nuova ricerca di personale per addetti…

13 Maggio 2026

Droga a Catania, due arresti della Polizia di Stato

Arrestato un 24enne in viale Kennedy Nell’ambito delle costanti attività finalizzate a prevenire e contrastare…

13 Maggio 2026