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Sicilia, tempi lunghissimi e tratte irraggiungibili: viaggiare in treno è un’odissea

Lunghi viaggi, che a volte toccano le 10 ore, con numerosi cambi tra treni ed autobus. L'utente che viaggia in treno, in Sicilia, deve aspettarsi tutto questo: ai lunghi tempi di percorrenza delle tratte si aggiungono spesso ritardi che rendono il viaggio un'odissea.

Dalla piana di Catania, per sfiorare il Parco delle Madonie, sino a vedere le coste del palermitano e finire a Trapani: ammirare alcune delle meraviglie naturali delle Sicilia, viaggiando da una costa all’altra dell’Isola, grazie alle linee ferroviarie isolane. Un viaggio così, però, lo si può solo sognare, perché nella realtà il sogno dei viaggiatori che prendono il treno in Sicilia è più spesso un incubo.

Uno dei problemi che più affligge la nostra Isola, nonché argomento molto dibattuto dall’opinione pubblica siciliana, è sicuramente quello inerente la drammatica situazione delle linee ferroviarie, disposte di un solo binario bidirezionale. Quest’ultimo è una delle principali ragioni di  numerosi rallentamenti e ritardi, che si verificano ogni giorno anche a causa di coincidenze; e se si vogliono evitare delle coincidenze, scegliendo dei percorsi diversi, il viaggio viene a durare diverse ere geologiche. A ciò si aggiungono anche i vari scambi: il passeggero può essere chiamato, più e più volte, a scendere dal treno per salire su un autobus, o a cambiare semplicemente il treno. Inoltre, si devono considerare le varie fermate che inevitabilmente il treno deve fare, allungando il tempo di percorrenza per i viaggiatori.

Questo chiaramente vale quando si parla di viaggi un po’ più lunghi. Facendo una semplice ricerca online, si può capire bene quale sia la situazione. Prendiamo come esempio un viaggiatore che debba trovarsi a partire dalla stazione di Catania centrale: se si vuole muovere verso Messina, Caltanissetta o Siracusa, il viaggio sembra avere una durata piuttosto accettabile e non dovrebbe essere causa di stress e di scomodità. Il problema si pone quando si è diretti verso mete come Trapani: in tal caso il viaggio in treno non dura un’ora o due ore in più del viaggio in macchina, ma si parla di svariate ore in più.

Prendendo in esame i treni che partono o passano dalla stazione centrale di Catania, nella mattinata e nel pomeriggio di oggi (giovedì 20 settembre 2018), si notano le difficoltà che incontrano i viaggiatori che intendono spostarsi verso alcune mete siciliane.

Primo caso esemplare, sicuramente il più assurdo, è il viaggio Catania-Trapani: la media è di 9 ore e 30 minuti circa, con 3 o 4 cambi tra treni regionali ed autobus. Una durata che è tre volte Catania-Trapani in macchina sull’A19, passando anche da Palermo. Tra l’altro, uno dei due viaggi di stamani presi in esame, ha una durata di 10 ore: con 50 minuti in più, anche senza cambi: in pratica si raggiunge la durata di un viaggio Catania-Roma.

A seguire, i viaggi Catania-Agrigento sembrano durare in media 4 ore e 40 minuti e si prevede almeno un cambio con un autobus o un altro treno contro le 2 ore in macchina se si prende l’A19 e la SS640. Analoga situazione riguarda i viaggi Catania-Cefalù, la cui durata è in media sulle 4 ore ma non mancano anche quelli più lunghi che impiegano ben 5 ore e 30 per raggiungere il bel comune in provincia di Palermo, di grande attrattiva turistica. A chiudere i viaggi interminabili, c’è anche Catania-Ragusa: altra anomala situazione, se poniamo che il viaggio in macchina dura circa 2 ore, mentre quelli in treno hanno una media di 5 ore e con diversi cambi.

Questo viaggio, della stessa durata di un volo transoceanico, ma senza fuso orario e senza rischio di jet-lag, porterà tutti i viaggiatori in un’avventura inaspettata nell’entroterra siciliano e lungo le coste, vedendo le bellezze che questa terra può offrire, ma a costo della pazienza e della stanchezza. Tutto ciò, fino a quando non si sistemerà la situazione ferroviaria in Sicilia e nel resto del Mezzogiorno d’Italia.

Samuele Amato

Studente di Filosofia, classe 1997, Samuele Amato è appassionato di cinema, musica, viaggi, storia e giornalismo, il ché lo ha spinto a intraprendere, dopo il diploma in Informatica e Telecomunicazioni, questo percorso con LiveUnict. Con gli ideali della libertà e del cosmopolitismo, Samuele ha l'obbiettivo di voler dare un contributo come giornalista e - si spera - come insegnante.

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Samuele Amato

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