Tremila euro per un diploma contraffatto ed entrare nel mondo dell'insegnamento: è partita in Calabria un'inchiesta che avrebbe già smascherato cento falsi maestri.

Cento falsi maestri in tutta Italia. Sono sparsi tra la scuola d’infanzia e le elementari e, per quanto ne sappiamo, potrebbero essere di più. Esiste, infatti, in Calabria, una stamperia che produce diplomi di magistrale contraffatti e che è stata scoperta da un’inchiesta della procura di Cosenza.
Una stamperia che, grazie a qualche stampante a colori e per tremila euro, sfornava centinaia di false pergamene grazie alle quali ragionieri e diplomati tecnici sono entrati nel mondo dell’insegnamento e, a volte, hanno ottenuto il posto fisso. E così, si sono ritrovati a insegnare a bambini, in età fondamentale per l’apprendimento, materie che non hanno mai studiato.
L’indagine è partita dalla denuncia del provveditore dell’Ufficio scolastico provinciale e ha coinvolto tre istituti magistrali di Cosenza, allargandosi poi all’intera provincia di Reggio Calabria. Il problema però non rimane confinato alla regione ma si estende a tutta Italia dal momento che alcuni di questi insegnanti hanno preso servizio altrove e, in particolare, nel Nord Italia.
Il fatto, tra l’altro, non sembra essere così recente: i diplomi falsi, infatti, sembrano circolare da almeno dieci anni con alcuni che portano addirittura la data del 2005. Alcuni falsi insegnanti sono già stati raggiunti da un avviso di garanzia, in particolare trentotto, e il provveditorato di Cosenza firmato un provvedimento di espulsione. La procura, però, scopre ogni giorno nuovi casi e il numero potrebbe salire.
Nel frattempo, i carabinieri continuano a effettuare controlli sulle certificazioni rilasciate, e hanno scritto al ministero dell’Istruzione per valutare eventuali responsabilità degli istituti coinvolti. Alcuni, infatti, per precauzione, hanno sospeso i maestri sotto inchiesta.
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