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In vigore legge Biotestamento: tutto quello che bisogna sapere per scriverlo

Sempre più richieste per depositare le proprie volontà attraverso il testamento biologico. Ecco quali sono le informazioni utili a fronte della nuova legge sulle Dat 

È entrata in vigore la legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), in base alla quale sarà possibile scrivere e depositare il proprio Biotestamento o Testamento biologico, esprimendo quelle che sono le proprie decisioni circa le terapie sanitarie che si è disposti a ricevere o meno nel caso in cui non si dovesse più essere capaci di intendere e di volere.

I lavori per preparare i comuni all’ingresso di questa nuova legge sono in cantiere però da diverso tempo ed, attualmente, sono 253 i comuni in possesso di un Registro per la deposizione del Biotestamento. Al contempo, il Consiglio nazionale dei notai sta per ultimare un Registro nazionale delle Dat, non consultabile pubblicamente per motivi di privacy, senza costi statali e consultabile da parte di tutte le aziende sanitarie italiane. Fino ad ora sono circa 14mila i Testamenti biologici raccolti dall’Associazione Luca Coscioni e i registri attivi al momento sarebbero capaci di accogliere un bacino di 12 milioni di cittadini.

La stessa associazione ha diffuso, inoltre, un vademecum contenente tutte le informazioni utili a redigere un Biotestamento, che sia ben autentificato e conservato. Ecco cosa bisogna sapere:

Come si scrive? Per redigere le DAT si può scrivere un testo di proprio pugno oppure  scaricare e compilare un modulo messo a disposizione proprio dall’associazione Coscioni. È possibile, in alternativa, esprimere le proprie volontà tramite una videoregistrazione o tramite gli appositi dispositivi utilizzati per la comunicazione dalle persone disabili. Il Biotestamento non ha alcun obbligo di registrazione tributaria, di imposta di bollo e di qualsiasi altra imposta. Gli utenti potranno modificare le proprie dichiarazioni in qualsiasi momento.

Avere un fiduciario. Secondo quanto stabilito dalla legge, sarebbe bene sottoscrivere il proprio testamento biologico dopo aver delegato una persona di estrema fiducia che si assuma la responsabilità di interpretare le DAT, a fronte di eventuali nuovi cambiamenti possibili nel corso del tempo e a fronte delle nuove scoperte mediche. Per assumere il ruolo di fiduciario è necessario semplicemente essere  maggiorenni, capaci di intendere e di volere e dare il proprio consenso per la nomina ricevuta. Il fiduciario sarà in possesso di una copia del Biotestamento e avrà la possibilità di renderlo attuale nel corso degli anni in collaborazione con il personale sanitario.

Rendere autentico il Biotestamento. Per farlo si possono intraprendere vie diverse. È possibile fare un atto pubblico, ovvero un atto redatto alla presenza di un funzionario pubblico designato o attraverso un qualsiasi pubblico ufficiale (notaio). In alternativa, si può autentificare il testamento con una scrittura privata autentificata (da un funzionario pubblico o da un pubblico ufficiale) conservata dal diretto interessato, oppure con scrittura privata consegnata in prima persona all’ufficio dello stato civile del Comune di residenza, se quest’ultimo dispone di un apposito registro Biotestamentale. È possibile, inoltre, depositare il proprio testamento biologico presso le strutture sanitarie presenti in Regioni che abbiano già provveduto a regolamentare la raccolta.

Al momento, le regioni che contano più registri attivi sono l’Emilia-Romagna con 4o registri, la Toscana con 30 registri e la Lombardia con 17. Il Friuli Venezia Giulia, invece, guadagna il merito di essere la regione in cui il Registro è stato attivato a tappeto su tutto il territorio regionale. Secondo quanto dichiarato da Marco Cappato, tesoriere della Coscioni, su Ansa.it: “non solo entra in vigore la possibilità di redigere il proprio Biotestamento con valore di legge, ma ciascun paziente ha il diritto a interrompere qualsiasi tipo di terapia, inclusa l’alimentazione e l’idratazione forzata, e di farlo senza soffrire, dunque sotto sedazione”.