Consiglio dei Ministri approva referendum: a maggio si decide su voucher e appalti

Arriva la comunicazione del Consiglio dei ministri che ha approvato un referendum popolare abrogativo per i voucher, in data 28 maggio.

Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”. Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

Il referendum sarà importante, soprattutto in materia di voucher, detti anche buoni lavoro, i quali ricordiamo sono una modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio. La prima introduzione del buono lavoro, come strumento di lavoro occasionale, risale al secondo governo Berlusconi del 2003, ma soltanto nel 2008 si diede attuazione alla legge, precisandone i limiti e l’utilizzo. Il lavoro di riferimento, allora, era quello tipicamente domestico; infatti lo scopo principale di questo strumento è quello di contrastare il lavoro nero e difendere le categorie considerate più deboli nel mercato del lavoro, come ad esempio le colf e le badanti.

Con il Governo Monti (Riforma Fornero)vi fu una totale liberalizzazione di utilizzo (in termini di settori o ambiti), ulteriormente rafforzata dal Governo Renzi (Jobs Act) che ha innalzato i limiti da 5.000 a 7.000 euro annui e ha eliminato dalla legge la dicitura “di natura meramente occasionale” che era l’essenza del buono lavoro. Pertanto, col passare del tempo, i buoni lavoro, comunemente indicati con la denominazione contratto voucher si sono diffusi come strumento di elusione ed evasione delle norme fiscali e previdenziali, in totale contrasto con la reale funzione per cui erano nati.

Oltre al quesito sui voucher, c’è poi quello sugli appalti. Oggi può accadere che una ditta vinca un appalto e poi non paghi il dipendente. Il lavoratore per ottenere i suoi soldi deve fare causa alla ditta da cui dipende. Se nonostante ciò non riesce ad ottenere ciò che gli spetta, potrebbe adesso citare in giudizio anche l’azienda che aveva concesso l’appalto.

Sofia Nicolosi

Sofia Nicolosi nasce a Catania il 16 settembre 1997. Laureata in Relazioni internazionali, sogna di poter avere un futuro nel giornalismo e nella comunicazione in ambito europeo e internazionale. Dopo la scrittura e lo storytelling, le sue grandi passioni sono i viaggi e lo sport. Tra i temi a cui è più legata: i diritti umani e i diritti sociali, l'uguaglianza di genere e la difesa ambientale. Contatti: s.nicolosi@liveunict.com

Pubblicato da
Sofia Nicolosi

Articoli recenti

Nuova bocca effusiva sull’Etna e cenere fino a 6 km: il report aggiornato dell’INGV

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, prosegue il costante monitoraggio dell'attività vulcanica dell'Etna,…

17 Agosto 2026

Eruzione dell’Etna e cenere in quota: scattano i tagli ai voli sull’aeroporto di Catania

L'attività eruttiva dell'Etna continua a monitorare l'attenzione delle autorità e del settore aeronautico. A causa…

17 Agosto 2026

Enogastronomia esperienziale e competenze digitali: così l’estate ridefinisce il lavoro dei giovani

L’estate 2026 segna una svolta netta nel mercato del lavoro stagionale e nei flussi turistici…

17 Agosto 2026

Etna, riprende l’attività stromboliana: il nuovo aggiornamento dell’INGV

L'Etna continua a mostrare segnali di vivace attività vulcanica e sismica, sotto il costante e…

16 Agosto 2026

I cognomi più diffusi nella provincia di Catania: un viaggio tra storia, tradizione e identità etnea

La Sicilia riflette nei suoi cognomi l'intreccio unico di culture e lingue che si sono…

16 Agosto 2026

Meteo Sicilia: il quadro termico regionale tra picchi di calore e oasi di fresco

I dati in tempo reale forniti dalla rete di stazioni del Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano…

16 Agosto 2026