
Cambiare università ogni tre mesi scegliendo tra quelle disponibili, trasferire crediti da un ateneo all’altro per creare un percorso di studi su misura per ogni studente. L’idea del governo di Teresa May, punta alla creazione di un modello di laurea “à la carte”, così da dare agli studenti la possibilità di assecondare le proprie attitudini più disparate, senza rimanere fossilizzati all’interno di percorsi di studio preconfezionati.
La proposta non entusiasma molto gli atenei che manifestano perplessità circa la sua reale funzionalità. I vari corsi di studio, infatti, vengono studiati e creati in modo tale da fornire una preparazione equilibrata. Avendo la possibilità di scegliere in base alle proprie preferenze, ci si potrebbe trovare facilmente di fronte a studenti molto preparati su qualcosa e molto lacunosi su qualcos’altro.
A tal proposito, l’idea di Johnson (fratello minore del ministro degli esteri Boris) sarebbe quella di istituire un nuovo Ufficio per gli Studenti, così da monitorare le loro scelte, garantendo una formazione quanto più equilibrata possibile. Se la proposta verrà approvata, all’interno dei corsi di laurea verranno create unità a punteggio e si potrà scegliere tra vari blocchi di materie, centri studio e metodi in base alle attitudini e le disponibilità.
Seppure alcuni studenti manifestino palese entusiasmo, altri temono le ripercussioni sociali che potrebbero derivare dai continui trasferimenti da un ateneo all’altro, considerando che in Gran Bretagna gli studenti vivono e alloggiano in pianta stabile all’interno dei campi universitari.
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