Attualità

L’8 marzo tra passato e presente: dieci donne italiane che hanno scritto la storia

Franca Viola

Oggi è l’8 marzo e, da oltre un secolo, la giornata è dedicata in tutto il mondo alle donne, ricordando tanto le conquiste maturate in ambito politico ed economico, quanto, soprattutto, il rispetto e la tutela dei loro diritti contro ogni forma di violenza. L’Italia ha istituito questa ricorrenza a partire dal 1922 ma, durante questi 95 anni trascorsi dalla prima celebrazione, sono molte le donne italiane che si sono distinte in vari ambiti, riconosciute e premiate anche a livello internazionale.

Nel 1909, lo stesso anno in cui negli USA si celebrò la prima giornata in onore delle donne, nasceva a Torino Rita Levi Montalcini, ritenuta la più grande scienziata italiana di sempre, insignita del premio Nobel per la medicina nel 1986, per la scoperta del fattore di crescita del sistema nervoso (NGF); ben oltre il riconoscimento internazionale, la Montalcini ha dedicato la propria vita alla ricerca scientifica, dando importantissimi contributi per contrastare alcune tra le malattie umane più temute, come la SLA, il morbo di Alzheimer e alcuni tumori. Nominata senatrice a vita nel 2001, si è spenta nel 2012 alla veneranda età di 103 anni.

Altro pilastro della ricerca scientifica italiana è stata Margherita Hack, anche lei recentemente scomparsa nel 2013. Di origini fiorentine, la Hack ottenne grande notorietà detenendo la cattedra di astronomia presso l’Università di Trieste dal 1964 al 1992; ma il suo contributo più grande lo diede, parallelamente alla docenza universitaria, rivestendo la carica di direttore dell’osservatorio astronomico di Trieste, portando il medesimo a grande notorietà internazionale attraverso collaborazioni con le agenzie spaziali internazionali ESA e NASA. Negli anni duemila, la Hack si impegnò nel mondo politico e sociale, sostenendo sempre il Centro Sinistra e dichiarandosi  fortemente avversa contro ogni forma di superstizione, religiosa e scientifica.

Alcune donne italiane si sono distinte nella scrittura; tra di esse, non possiamo non ricordare Grazia Deledda e Oriana Fallaci. La prima, nata a Nuoro nel 1871, è, ad oggi, l’unica donna italiana ad aver ottenuto, nel 1926, il premio Nobel per la letteratura, grazie ad una serie di romanzi tra cui “L’Edera” e “Canne al vento”, pur essendo stata oggetto di molte critiche da parte dei propri stessi concittadini che la accusavano di ritrarre la Sardegna come terra selvaggia e, quindi, arretrata. Oriana Fallaci, nata nel 1929 e deceduta nel 2006, detiene anch’essa un primato, essendo stata la prima donna italiana – in qualità di giornalista – a ricoprire il delicato ruolo di inviata speciale su un fronte di guerra; la Fallaci ebbe anche un trascorso militare, impegnata nella resistenza antifascista fin da giovanissima. Nel corso della propria carriera si affermò anche come scrittrice e le sue trattazioni, spesso controverse, suscitarono non poche polemiche su temi caldi come l’aborto, l’eutanasia e l’omosessualità. Celeberrima l’intervista che lei stessa rivolse, nel 1977, all’ ayatollah iraniano Komheini, da lei apostrofato più volte come “tiranno”, rifiutandosi persino di indossare, in sua presenza, il tradizionale chador.

Oriana Fallaci

 

Il mondo dello spettacolo, nel secolo scorso, ha visto affermarsi grandi celebrità italiane in svariati ambiti; per il cinema, indiscusso il talento di Sophia Loren (all’anagrafe Sofia Villani Scicolone), insignita di due premi Oscar: il primo, nel 1962, come miglior attrice per il film “La Ciociara” ed il secondo, nel 1991, come premio alla carriera. L’attrice romana vanta altri numerosissimi premi cinematografici, tra cui 9 David di Donatello, 1 Leone d’Oro a Venezia e  3 Nastri d’Argento. Indiscusso, in ambito musicale, il talento di Mina, unica donna,in oltre mezzo secolo di carriera, ad aver interpretato oltre 1500 brani ed aver superato la soglia dei 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, accompagnati dalla stima di grandi artisti internazionali come Michael Jackson, Aretha Franklin, Louis Armstrong e Luciano Pavarotti.

Sophia Loren

Per la tutela dei diritti femminili, fondamentale è stata l’esperienza di Franca Viola, donna siciliana, che, per prima, si è ribellata al matrimonio riparatore. La donna, nel 1965, fu vittima di un rapimento da parte di un gruppo di giovani capeggiati dall’allora suo fidanzato, appartenente ad una locale famiglia mafiosa; in questa circostanza, la Viola subì anche una violenza sessuale; secondo il costume dell’epoca, essendo ritenuto lo stupro un disonore etico piuttosto che un reato contro la persona, la vittima poteva sposare l’aggressore, estinguendo così il reato e “salvando l’onore proprio e della famiglia“; come già ricordato, la donna si oppose e il suo caso fu discusso, in seguito, anche in parlamento. In politica, Nilde Iotti detiene invece il primato di essere stata la prima donna a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato; essendo stata Presidente della Camera dei Deputati dal 1979 al 1992, la Iotti vanta anche il primato di aver ricoperto più a lungo una carica istituzionale (tre legislature consecutive). La Iotti, inoltre,fu legata sentimentalmente al leader del PCI Palmiro Togliatti e fu membro  dell’Assemblea Costituente per la stesura della Costituzione italiana.

Bebe Vio

Infine, negli ultimi anni, l’Italia continua a fregiarsi di vanti internazionali; nel mondo dello sport, nell’estate scorsa si è affermato il talento di Beatrice “Bebe” Vio, schermitrice classe 1997, campionessa paralimpica a Rio 2016 nella specialità del fioretto femminile, di cui detiene anche il titolo mondiale. L’atleta è diventata una vera e propria celebrità mediatica, grazie alla partecipazione all’ultima Cena di Stato del governo USA di Barack Obama, nell’ottobre 2016; la giovane atleta ha inoltre lanciato alcune campagne, tra cui quella a sostegno della vaccinazione contro la meningite e la recentissima – ed originale – “Dona un Neurone“, contro gli Haters dei Social Networks. A chiudere la Top Ten, Samantha Cristoforetti, prima donna italiana ad aver preso parte ad una missione spaziale, rimanendo per 199 giorni nello spazio per conto dell’ESA, dopo esser risultata tra i migliori sei in una selezione internazionale con oltre 8500 candidati.

Luciano Simbolo

Aspirante giornalista, praticante studente, occasionalmente musicista. Collaboratore dal 2016, studia Lettere moderne presso il DISUM di Catania. I tre imperativi fondamentali? Scrivi, viaggia, suona ma senza dimenticare la pizza e lo sport.