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SCUOLA – No alla chiamata diretta per insegnanti: parte la petizione

“La chiamata diretta da parte dei Dirigenti Scolastici è una norma illegittima che viola molteplici norme della Costituzione tra le quali spiccano l’Art. 33 (libertà d’insegnamento) e l’art. 97 (trasparenza e buon andamento della PA)”, esordisce così la petizione lanciata da Professione insegnante contro la chiamata diretta.

chiamata diretta

“È profondamente ingiusta, mortifica la professionalità e la dignità dei docenti, ormai calpestati oltre ogni misura”. È questa la descrizione che si legge sulla petizione online, lanciata su change.org e rivolta alla ministra Giannini. L’appello ha raccolto oltre 10 mila sostenitori, tra cui molti insegnanti.

Secondo le linee guida del Miur, con la chiamata diretta, il dirigente scolastico deve individuare una serie di criteri. In seguito, occorre pubblicare sul sito web della scuola un elenco di posti vacanti, correlati ai criteri e le modalità di presentazione; anche se sarà lo stesso docente ad inviare un’auto-candidatura. Il curriculum poi esaminato dal dirigente scolastico, che dovrà fare un colloquio di presenza, tramite videochiamata o su skype. Si tratta di un sistema che ha sollevato non poche polemiche.

“Più e più volte abbiamo ribadito – continua la petizione – che la PA debba motivare le proprie scelte sulla base di criteri oggettivi e preordinati; ora tutto questo viene cancellato con un colpo di spugna, buttando nel cestino decenni di principi di diritto amministrativo di finissima elaborazione. 

Il meccanismo messo in atto nella legge 107, inoltre, si presta a meccanismi di corruzione e mancanza di trasparenza per tanti motivi. Il primo riguarda il colloquio da parte dei Dirigenti Scolastici da effettuarsi nel mese di Agosto. Si calcola che oltre 120.000 docenti verranno sottoposti a questo tipo di selezione umiliante, incostituzionale e lesiva della dignità della professione”.

“Chiediamo al ministro Giannini – spiegano gli insegnanti – di bloccare la procedura della chiamata diretta e introdurre criteri oggettivi che automatizzino l’accesso di diritto alle scuole dove i docenti chiederanno di andare. Criteri già da anni utilizzati nelle graduatorie interne di Istituto per nulla legati a titoli di dubbia validità né a valutazioni affrettate da parte dei Dirigenti Scolastici. Prevedere che in pochi giorni i Dirigenti scolastici saranno in grado di valutare decine di migliaia di docenti, sottoponendoli a colloquio, è pura follia, soprattutto in un periodo in cui sia i docenti sia i Dirigenti saranno nel pieno delle ferie concordate e quindi nel pieno diritto di poterne usufruire”.

“Noi Insegnanti chiediamo pertanto – conclude la richiesta – l’immediato blocco delle procedure della selezione dei docenti per evitare la paralisi totale delle istituzioni scolastiche, il conseguente rischio di un pessimo avvio del prossimo anno. E visto che L’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione) nelle sue linee guida su trasparenza e anticorruzione inserisce la chiamata diretta nell’elenco dei “processi a maggior rischio corruttivo per le istituzioni scolastiche” noi Docenti invochiamo l’intervento del Presidente Raffaele Cantone e chiediamo pertanto il blocco delle procedure di selezione che trasformerebbero le dirigenze scolastiche in pessimi uffici di collocamento in cui non sarà affatto salvaguardata la trasparenza delle operazioni di assunzione e assegnazione dei docenti alle scuole”.