MUSICA – Marco Mengoni sul palco di Acireale: le foto e il report del concerto

Il racconto, con galleria fotografica in allegato, dell’unica data siciliana del tour “Mengoni Live 2016”.

Uno show che (mi) ha lasciato a bocca aperta. Basterebbe questa frase per riassumere il concerto di Marco Mengoni, tenutosi ieri in quel di Acireale. I fan siciliani lo aspettavano da tempo, tanto che lo spettacolo era  sold out da mesi: alle 18, ovvero a tre ore dall’inizio del concerto, la fila ai cancelli è già lunghissima.

Aspettative alte dunque per l’unica tappa isolana dell’artista di Ronciglione, che ad onor di cronaca non ha avuto difficoltà a ripagarle ampiamente tutte. L’evento prodotto da Live Nation e organizzato in Sicilia da Giuseppe Rapisarda Management è infatti stato un successo, ma andiamo con ordine.

Passate appena le 21 si comincia: lo show si svolge su due stage dalle forme contrapposte. Uno di forma circolare che si trasforma in una superficie di forma cilindrica, al centro del parterre. L’altro, il palco principale,  è di forma cubica con  facce che si muovono e si plasmano rivelando Marco al pubblico. Proprio da questo stage (a forma di scatola inizialmente) Mengoni, al centro di una suggestiva pioggia di particelle, apre il concerto con “Ti ho voluto bene veramente”. Indescrivibile la risposta del pubblico: decibel fuori scala vengono raggiunti all’interno del palazzetto, tanto che è l’artista stesso a chiedere: “Siete 6000 o 6000 miliardi?”.

Da lì in poi la scaletta è un susseguirsi di hit, brani che da “L’Essenziale” in poi, hanno permesso di far collezionare al vincitore della terza edizione di Xfactor un successo dopo l’altro.
“Parole in circolo” è praticamente cantata all’unisono coi fan: questo ultimo pezzo è stato infatti molto apprezzato dal pubblico tanto che durante le ore di attesa quando veniva chiesto ai presenti quale fosse il loro brano preferito spesso veniva data come risposta proprio questo titolo.

“Esseri umani”, è anticipata da un monologo sul mondo attuale e sul significato e l’importanza delle parole. Marco canta seduto su una poltrona sospesa in aria, all’interno di una stanza virtuale dove riflette e, attraverso il brano, racconta al pubblico il suo punto di vista.

“#prontoacorrere” è il pezzo  sul quale si sviluppa uno degli effetti scenici più coinvolgenti. Marco sospeso nel vuoto sopra al pubblico arriva sul palco centrale in cui consuma il momento più intimo dello show coronato da “In un giorno qualunque”.

Si torna sul palco principale ed è il momento di ballare come suggerisce il Re Matto: “I got the fear” e “Freedom” portano il pubblico a gridare di gioia e a far tremare il palazzetto: sfido a trovare qualcuno che sia rimasto fermo. Applausi a scena aperta per le due voci femminili, Yvonne Park e Barbara Comi che in “Freedom” di Pharrell Williams, unica cover dello show e pezzo dedicato alla libertà delle donne, duettano con tutti gli uomini presenti (cantautore compreso).

Dopo questa dose di adrenalina purissima siamo pronti per il gran finale: “Io ti aspetto” riporta i decibel sopra la soglia massima consentita ed i cannoni che sparano coriandoli argentati fanno il resto. Due ore esatte passate a divertirci, ballare e cantare a squarciagola, il live sembra chiudersi qui. Sembra, perché in realtà salgono sul palco due ninja (uno dei due si scoprirà essere Mengoni stesso)  che in un trionfo di percussioni introducono l’ultimo pezzo, quello con il quale, questa volta sul serio, Marco ci lascia: “Guerriero”.

Vi assicuro che, il giorno dopo e quindi a mente fredda, sto ancora pensando alle emozioni scatenate da questo live (e come me credo molti dei presenti): per tale ragione ribadisco che quello di ieri sera è stato un vero e proprio successo, in cui tutti abbiamo vinto essendo stati artefici di una delle più intense tappe del #mengonilive2016.

 

PH GAIA VERRI

 

Edward Agrippino Margarone

Edward Agrippino Margarone nasce nell'estate di Italia '90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: la Musica e lo Sport (in particolare il calcio). In pianta stabile a Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, coordina la redazione di LiveUnict.

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