
“L’Università di Catania ci ha spostato a Siracusa e si è dimenticata di noi”. Con queste parole, gli studenti di Architettura denunciano i disservizi delle strutture universitarie.
[Best_Wordpress_Gallery id=”232″ gal_title=”Architettura Siracusa”]Si tratta di un’altra segnalazione, l’ennesima. Le lezioni di Architettura si svolgono da anni in una sede distaccata, in piazza Federico di Svevia, al centro di Ortigia. Il decentramento dovrebbe favorire lo studio dell’edilizia, ma per gli studenti le strutture non sono adatte ad ospitare i corsi di studio.
“Le condizioni sono disastrose, – racconta uno degli iscritti – parecchie aule sono chiuse e inagibili perché il pavimento è pericolante, le travi in legno dei tetti si bagnano facilmente e quando piove l’acqua entra come una cascata all’interno di alcune aule. La cosa assurda è che il giorno dopo queste aule vengono utilizzate, pur essendoci pozzanghere e acqua sui pavimenti e banchi”.
Da mesi, gli studenti dell’Ateneo catanese protestano per le condizioni in cui si trovano le strutture. A settembre, era stata segnalata la presenza di infiltrazioni di acqua e di topi all’interno dei locali dell’Ersu di Catania.
“Non dico che devono fornirci aule all’avanguardia – continua il ragazzo – ma quantomeno condizioni igieniche e di sicurezza dovrebbero essere una priorità. Abbiamo provato a contattare l’Ateneo, tramite rappresentanti degli studenti e tramite qualche chiamata alla segreteria del Rettore, ma non è successo nulla”.
Oltre alle strutture, gli studenti sostengono che Ortigia non offra servizi adeguati per i fuori sede. Sul sito del dipartimento di Architettura si legge: “La Struttura Didattica Speciale di Architettura può essere raggiunta con un bus-navetta che dal capolinea degli autobus trasporta gratuitamente gli studenti fino alla piazza Federico di Svevia. Non si consiglia di raggiungere la Struttura con auto private o motorini in quanto, al momento, i luoghi pubblici attorno alla sede della Struttura non sono attrezzati a sufficienza per il parcheggio. Si consiglia di usare le biciclette che possono essere custodite nella corte interna della Struttura”.
Ma la proposta del Dipartimento, che favorisce la mobilità sostenibile, è difficilmente comprensibile per gli studenti fuori sede, che riscontrano difficoltà anche per usufruire del servizio mensa: “Non ci agevolano per nulla in nessun modo – spiega lo studente – che si parli di mensa o si parli di permessi per poter parcheggiare vicino la facoltà, a volte capita anche di dover girare un’ora per trovare un parcheggio,e spesso se si trova, si trova anche a 1/1.5 km dalla facoltà. Per la mensa, fino a giugno il servizio era attivo direttamente al bar della facoltà, all’inizio di questo anno accademico avevano spostato il servizio mensa presso un bar molto molto distante dalla facoltà, spesso si ha solo un’ora per poter mangiare,e non è sufficiente per andare, pranzare e tornare a lezione.
“Inoltre non si riesce a capire ancora – conclude lo studente di Architettura – quali siano i motivi per cui una facoltà del genere, con tutte le strutture che abbiamo a Catania, debba trovarsi a 80 km da quest’ultima e in una struttura in queste condizioni. Abbiamo una situazione che forse in pochi conoscono. Catania ci ha spostato a Siracusa e probabilmente si è dimenticata di noi”.
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