
L’emendamento era stata approvato il 2 luglio in Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio e aveva scatenato non poche polemiche. Secondo la nuova legge, per poter accedere ai concorsi pubblici sarebbero stati valutati il voto di laurea e anche l’ateneo di provenienza.
L’idea iniziale era forse quella di evitare che uno studente, appartenente ad un’università molto rigida nel dare i voti, dovesse essere penalizzato per il voto di laurea conseguito. Ma l’emendamento avrebbe inevitabilmente portato a distinguere gli atenei italiani in università di serie A e università di serie B.
Dopo diverse polemiche, il governo si è detto pronto a ritrattare la propria posizione. “C’è la massima apertura a fare modifiche in modo condiviso o anche a cancellare”, aveva assicurato la ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Pare che l’emendamento sarà ritirato e l’ateneo di appartenenza non dovrà più essere considerato un requisito fondamentale per accedere ai concorsi pubblici.
Il countdown è quasi terminato. Lunedì 6 aprile 2026, alle ore 14:30, il Catania FC…
Congedo paritario bocciato; perché dovremmo iniziare a preoccuparci? Nel pieno della crisi demografica che attraversa…
La Regione Siciliana ha dato il via libera a un importante piano di investimenti da…
Online l’annuale classifica sulle migliori università del mondo per il 2026! La classifica “Times Higher…
Un secondo piano di interventi da oltre 1,6 miliardi di euro per i danni causati…
Con l’arrivo della primavera e delle festività pasquali, molti catanesi e turisti si pongono la…
Questo sito utilizza cookie tecnici e cookie di profilazione di terze parti per la gestione pubblicitaria. Puoi esprimere le tue preferenze sui singoli programmi pubblicitari cliccando su "maggiori informazioni". Scorrendo questa pagina o cliccando in qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.
Privacy Policy