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Assenti e inefficienti: i Rappresentanti degli studenti rispondono alle accuse degli “esclusi”

«Ma i rappresentanti degli studenti e le associazioni studentesche dov’erano? Soltanto il Collettivo di Scienze Politiche si è fatto vivo nella lotta. Associazione Universitaria, Ares e tutto il resto, ha solo agevolato gli ingressi in discoteca piuttosto che tutelare il diritto allo studio. Quindi che nessuno si prenda i meriti per ciò che non ha fatto e di cui non si è minimamente interessato».

Ѐ questo l’ammonimento che una studentessa di Giurisprudenza, Sara Sadia Kadiri, ha rivolto ai rappresentanti degli studenti presso l’ERSU, accusandoli di essere stati totalmente assenti riguardo alla questione degli “esclusi” dal nuovo bando della borsa di studio. Avevamo già seguito la questione mesi fa: in seguito alla pubblicazione del nuovo bando sulla borsa di studio, i ripetenti e i fuoricorso  per la prima volta venivano implicitamente esclusi dai benefici dell’ente, che aveva deciso di premiare i più meritevoli. Da allora sono iniziate le contestazioni e più volte i giovani si sono recati presso la sede dell’ente, richiedendo almeno per l’anno corrente l’idoneità: posto letto e tesserino mensa.  L’Ingegner Sciuto aveva promesso loro l’apertura di una graduatoria a parte e così è stato. Ѐ difatti possibile inoltrare la domanda entro il 29 novembre 2013, a patto che gli studenti «non abbiano nella loro carriera più di due anni ripetuti intermedi». Si sono definiti insoddisfatti gli studenti in questione, a cui tocca pagare il secondo pasto in base alla fascia ISEE e a cui toccheranno i posti letti vacanti. Le polemiche non si sono difatti placate e Sara Sadia Kadiri, a nome di molti studenti, ha così affermato: «Siamo stati moralmente “calpestati”;  nessuno,  specialmente i Rappresentanti ERSU, ci hanno avvisati. Di colpo ci siamo ritrovati senza posto letto, senza tesserino mensa e senza borsa di studio, come se i libri fossero poco cari, il costo della vita diminuito e gli affitti regalati».

Sul versante opposto, i Rappresentanti degli studenti hanno deciso di replicare alle accuse di inefficienza che sono state loro lanciate. Durante un incontro con Live Unict, hanno giustificato l’approvazione del bando come una decisione posta dall’alto, dal Ministero, ed hanno affermato di essersi stati costretti a procedere velocemente per il rischio di taglio dei fondi del 20%. Ma erano consapevoli delle proteste? Sono intervenuti per rispondere alle esigenze di quanti si sono sentiti tagliati fuori ingiustamente in nome del merito? A detta degli “accusati” la problematica era stata già posta  all’ERSU ed era stata proposta come risoluzione una nuova graduatoria, approvata anche da loro. Eppure gli studenti non hanno per nulla sentito il sostegno dei Rappresentanti, che hanno difatti ammesso che è totalmente mancata la comunicazione con i ragazzi. Hanno confermato la loro disponibilità a dialogare con gli studenti ed hanno anche richiesto un incontro con la portavoce degli esclusi, Sara Kadiri, per chiarire la loro posizione in merito. Inoltre hanno proposto un ulteriore progetto: stanno cercando di modificare l’ordinamento universitario di Catania per «sbloccare le carriere», ossia in qualsiasi altro ateneo è possibile scegliere quali materie dare prima o dopo, in base al proprio corso di studi. Grazie a ciò «il bando, per alcuni dei ragazzi, diventerebbe più “fluido”» e permetterebbe a tutti di acquisire crediti più facilmente.

Consapevoli dei limiti del bando sulle borse di studio, ci auguriamo che il prossimo anno vengano apportati dei cambiamenti e che vi sia soprattutto una maggiore collaborazione da entrambe le parti: rappresentanti e studenti, siamo tutti ragazzi.

Alessia Costanzo

Laureata in Filologia moderna, attualmente è direttrice responsabile della testata giornalistica LiveUnict e lavora come copywriter. Dopo aver scoperto il Content marketing, la sua passione per la comunicazione si è trasformata, legandosi ai Social media, alla SEO e al Copywriting.

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Alessia Costanzo

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