
«Ma i rappresentanti degli studenti e le associazioni studentesche dov’erano? Soltanto il Collettivo di Scienze Politiche si è fatto vivo nella lotta. Associazione Universitaria, Ares e tutto il resto, ha solo agevolato gli ingressi in discoteca piuttosto che tutelare il diritto allo studio. Quindi che nessuno si prenda i meriti per ciò che non ha fatto e di cui non si è minimamente interessato».
Sul versante opposto, i Rappresentanti degli studenti hanno deciso di replicare alle accuse di inefficienza che sono state loro lanciate. Durante un incontro con Live Unict, hanno giustificato l’approvazione del bando come una decisione posta dall’alto, dal Ministero, ed hanno affermato di essersi stati costretti a procedere velocemente per il rischio di taglio dei fondi del 20%. Ma erano consapevoli delle proteste? Sono intervenuti per rispondere alle esigenze di quanti si sono sentiti tagliati fuori ingiustamente in nome del merito? A detta degli “accusati” la problematica era stata già posta all’ERSU ed era stata proposta come risoluzione una nuova graduatoria, approvata anche da loro. Eppure gli studenti non hanno per nulla sentito il sostegno dei Rappresentanti, che hanno difatti ammesso che è totalmente mancata la comunicazione con i ragazzi. Hanno confermato la loro disponibilità a dialogare con gli studenti ed hanno anche richiesto un incontro con la portavoce degli esclusi, Sara Kadiri, per chiarire la loro posizione in merito. Inoltre hanno proposto un ulteriore progetto: stanno cercando di modificare l’ordinamento universitario di Catania per «sbloccare le carriere», ossia in qualsiasi altro ateneo è possibile scegliere quali materie dare prima o dopo, in base al proprio corso di studi. Grazie a ciò «il bando, per alcuni dei ragazzi, diventerebbe più “fluido”» e permetterebbe a tutti di acquisire crediti più facilmente.
Consapevoli dei limiti del bando sulle borse di studio, ci auguriamo che il prossimo anno vengano apportati dei cambiamenti e che vi sia soprattutto una maggiore collaborazione da entrambe le parti: rappresentanti e studenti, siamo tutti ragazzi.
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