Il Governo ha approvato una mini-proroga fino al 5 settembre 2026 per lo sconto sul gasolio. La misura, dal costo di circa 130 milioni di euro, proroga dal 27 agosto al 5 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro sul prezzo del diesel, suddivisa in 14 centesimi di taglio dell’accisa e 3 centesimi di IVA. Il provvedimento, emanato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, copre anche i gasoli paraffinici, il biodiesel e rinnova il credito d’imposta per l’autotrasporto. La copertura finanziaria è garantita da modifiche alle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei grandi gruppi del settore energetico.
Con conclusa la fase dei tagli generalizzati, l’esecutivo sta studiando un provvedimento strutturato orientato sulle fasce di reddito più basse e sui settori strategici. Per i redditi bassi si valuta l’introduzione di buoni benzina selettivi erogati dai datori di lavoro, esentasse e deducibili per le aziende sul modello del bonus da 200 euro del 2022, con estensione ipotizzata anche alle partite IVA e ai lavoratori autonomi. Sul fronte dei sostegni alla logistica, l’obiettivo è rivedere il meccanismo del credito d’imposta per autotrasporti e merci, attingendo a possibili contributi dalle compagnie petrolifere per evitare aumenti a cascata sui prezzi dei beni di consumo.
Il dibattito sulle misure selettive evidenzia diverse posizioni operative all’interno della politica e tra le associazioni. La Lega esprime contrarietà ai criteri basati sull’Isee o sul reddito presunto, sostenendo che rischiano di escludere il ceto medio, mentre Forza Italia pone l’accento sulla necessità di tutelare il ceto medio e le famiglie comprese le partite IVA. Il Codacons boccia l’idea di bonus o social card selettive, definite inefficaci per ridurre i prezzi alla pompa, proponendo invece l’applicazione delle accise mobili attraverso il maggior gettito IVA e l’impiego di risorse derivanti dagli extraprofitti dei settori energetico, bancario e assicurativo.












