Arrivano buone notizie per i lavoratori del pubblico impiego. La Ragioneria generale dello Stato ha infatti rivisto gli importi dell’indennità di vacanza contrattuale per il 2025, aggiornandoli dopo la conclusione dei rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024. L’adeguamento entrerà in vigore da luglio e interesserà diverse categorie del comparto pubblico, con importi differenti a seconda del ruolo e del settore.
L’obiettivo dell’intervento è quello di aggiornare le somme riconosciute in attesa dei nuovi contratti, garantendo una maggiore coerenza tra retribuzioni e andamento economico generale.
Ministeri, sanità e scuola: gli aumenti nel dettaglio
Per il personale dei ministeri, gli incrementi varieranno in base alla qualifica. I dirigenti di prima fascia e i capi dipartimento arriveranno a 49,08 euro mensili, mentre i dirigenti di seconda fascia percepiranno 38,47 euro. Per gli altri dipendenti, invece, sono previsti 21,14 euro per i funzionari, 17,40 euro per gli assistenti e 16,54 euro per gli operatori.
Nel settore sanitario, un dirigente medico potrà beneficiare di un incremento fino a 38,47 euro al mese. Nella scuola, invece, sono previsti 14,55 euro per il personale collaboratore e 36,17 euro per i dirigenti scolastici. Anche università ed enti di ricerca vedranno aggiornamenti: negli atenei si va da 17,76 euro per gli operatori fino a 36,17 euro per i dirigenti, mentre negli enti di ricerca i dirigenti potranno arrivare fino a 83,24 euro di indennità.
Enti locali e nuove misure di sostegno al lavoro
Anche il comparto delle funzioni locali sarà interessato dagli adeguamenti da luglio. Per gli operatori è previsto un incremento di 16,46 euro, mentre i segretari comunali potranno arrivare a 38,47 euro mensili. Nessuna variazione invece per il personale delle Forze Armate.
Accanto a questi aggiornamenti, resta in evidenza anche il cosiddetto “bonus stabilizzazione”, introdotto dal decreto Lavoro approvato il 28 aprile. Si tratta di un incentivo sotto forma di sgravio contributivo che mira a favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, con l’obiettivo di incentivare la stabilità occupazionale nel settore privato.












