CATANIA – Mentre la città si accende per le celebrazioni dell’8 marzo, un’ampia fetta del cuore pulsante di Catania resta paradossalmente al buio. Da giorni, residenti e commercianti di via della Concordia e di diverse zone del centro storico convivono con un’illuminazione pubblica a singhiozzo o, in molti tratti, totalmente assente.
Un mese di blackout
La denuncia, come riportato dalla testata free press online, è partita dai consiglieri municipali e rimbalzata violentemente sui social, descrive una situazione critica: un intero mese di oscurità che ha trasformato il quartiere di San Cristoforo e le arterie limitrofe in zone franche. La mancanza di luce non è solo un problema di decoro urbano, ma una vera e propria emergenza sicurezza.
Il grido dei commercianti
“Dopo il tramonto siamo costretti a chiudere o a restare barricati nei negozi,” lamentano i negozianti della zona. Senza lampioni, le saracinesche diventano bersagli facili per i vandali e il passaggio dei clienti si azzera. Il timore dei residenti è che l’oscurità favorisca la microcriminalità, rendendo pericoloso anche il semplice rientro a casa dal lavoro.
Furti di rame o incuria?
Al centro delle proteste c’è la richiesta di un intervento strutturale. Non è ancora chiaro se il guasto sia figlio dei soliti furti di cavi di rame – piaga endemica del territorio – o dell’obsolescenza di una rete elettrica che sembra non reggere più il passo. L’amministrazione comunale è chiamata a rispondere con urgenza: i cittadini chiedono che la “luce” torni a essere un servizio essenziale e non un lusso intermittente.













