Assegno di inclusione 2026: la misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale è stata confermata anche per il nuovo anno, ma con alcune modifiche rilevanti rispetto al passato. L’Assegno di Inclusione (ADI), erogato dall’INPS, continua a rivolgersi ai nuclei familiari più fragili, ovvero quelli in cui è presente almeno una persona con disabilità, un minore, un anziano con più di 60 anni o soggetti inseriti in percorsi di cura e assistenza certificati dai servizi socio-sanitari territoriali. Nel tempo lo strumento è stato oggetto di diversi interventi normativi, fino ad arrivare alla Legge di Bilancio 2026, che ne ha confermato l’impianto generale intervenendo però sulle regole di accesso e di rinnovo. Tra le principali novità, l’eliminazione del mese di sospensione obbligatoria dopo i primi 18 mesi di erogazione, a fronte però di un meccanismo di riduzione temporanea dell’importo al momento del rinnovo. In questo articolo tutte le informazioni principali sulla misura di sostegno.
Assegno di inclusione 2026: soglie Isee di reddito e requisiti richiesti
L’Assegno di Inclusione 2026 è destinato ai nuclei familiari che presentano specifiche condizioni di fragilità al loro interno. Hanno diritto al sussidio le famiglie in cui sia presente almeno una persona con disabilità, un minorenne, un soggetto con almeno 60 anni di età oppure una persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali, certificati dalla Pubblica amministrazione. L’accesso alla misura è inoltre subordinato al possesso congiunto di una serie di requisiti di cittadinanza, residenza, patrimoniali e reddituali. Il richiedente deve essere cittadino dell’Unione europea o titolare di un valido titolo di soggiorno, oppure dimostrare una residenza in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo al momento della domanda. Non possono accedere al beneficio i nuclei in cui risultino intestati autoveicoli di grossa cilindrata immatricolati nei tre anni precedenti, imbarcazioni da diporto o aeromobili, fatta eccezione per i mezzi agevolati per persone con disabilità. Ulteriore condizione è l’adesione a un percorso personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa. Sul piano economico, l’ADI spetta ai nuclei con un ISEE non superiore a 10.140 euro e un reddito familiare annuo entro i 6.500 euro, soglia che sale a 8.190 euro per le famiglie composte esclusivamente da persone over 67 o da over 67 insieme a familiari con disabilità grave o non autosufficienza. Restano inoltre in vigore i limiti patrimoniali, con un patrimonio immobiliare massimo di 30.000 euro, esclusa l’abitazione principale entro i limiti IMU, e un patrimonio mobiliare che parte da 6.000 euro per i nuclei monocomponente e aumenta in base alla composizione familiare.
Assegno di inclusione 2026: importi, durata e pagamento
L’Assegno di Inclusione 2026 viene riconosciuto per una durata di 18 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori 12 mesi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. L’importo del beneficio non è uguale per tutti, ma varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale. In linea generale, l’integrazione economica può arrivare a circa 500–510 euro mensili, mentre per i nuclei composti esclusivamente da persone con almeno 67 anni o da soggetti con disabilità grave l’importo massimo sale fino a circa 630–640 euro al mese. A queste somme può aggiungersi un contributo per l’affitto fino a 280 euro mensili, destinato ai nuclei che vivono in un’abitazione in locazione. Dal 1° gennaio 2026 la quota base è stata rivalutata per adeguarla all’aumento del costo della vita, con un incremento dell’1,4% degli importi per chi già percepiva l’ADI nel 2025.
Il pagamento del sussidio avviene attraverso la Carta di inclusione, uno strumento elettronico ricaricabile gestito dall’INPS. Per le nuove domande, il primo accredito viene disposto a partire dal giorno 15 del mese successivo alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale, mentre le mensilità successive sono erogate generalmente il 27 di ogni mese o nel primo giorno utile in caso di festività. L’importo può essere suddiviso tra i componenti maggiorenni del nucleo familiare, con il riconoscimento delle quote pro-capite. In caso di decesso dell’unico beneficiario, l’erogazione viene interrotta e le somme non rientrano nell’asse ereditario, mentre se il nucleo è composto da più persone, le quote non erogate vengono redistribuite agli altri componenti.
Assegno di inclusione 2026: come presentare la domanda e quando richiederla
I nuclei familiari che rispettano i requisiti possono avanzare la domanda attraverso due canali principali. Il primo è il portale web dell’INPS, dove l’accesso richiede credenziali SPID, CNS o Carta di Identità Elettronica. In alternativa, è possibile rivolgersi a patronati o CAF abilitati, che possono inoltrare la richiesta per conto dei beneficiari utilizzando i canali ufficiali dell’INPS. La presentazione della domanda non è soggetta a scadenze fisse: i potenziali beneficiari possono richiedere l’ADI in qualsiasi momento dell’anno, non appena si verificano le condizioni necessarie per accedere al sostegno. Questo approccio continuo garantisce una maggiore flessibilità e la possibilità di non perdere l’erogazione del beneficio, assicurando così che il sostegno economico arrivi tempestivamente alle famiglie che ne hanno diritto.













