Importanti novità in vista dell’avvio dell’anno accademico 2026/2027 per quanto riguarda il servizio di trasporto in favore degli studenti universitari con disabilità nel territorio etneo. La Città Metropolitana di Catania ha infatti comunicato una variazione nelle modalità di gestione delle prestazioni erogate dall’Ente.
A seguito di una verifica del quadro normativo e delle competenze istituzionali, la Città Metropolitana ha reso noto che non sarà più possibile proseguire con l’erogazione del servizio di trasporto diretto precedentemente assicurato dall’Amministrazione.
La decisione non è stata ben accolta dai soggetti interessanti che, ora, si ritrovano privi di un servizio indispensabile per gli studenti e studentesse disabili che frequentano l’Università di Catania o l’Accademia di Belle Arti: “Il servizio è stato interrotto improvvisamente, senza motivazioni – si legge nella segnalazione giunta alla redazione -, a ridosso dell’inizio delle lezioni e creando così un grave danno anche di lesione al diritto allo studio e mancata inclusione sociale. Stiamo agendo anche per vie legali, contro la Città Metropolitana stessa”.
Le forme di sostegno previste e i rimborsi spesa
L’Ente precisa comunque che la modifica riguarda esclusivamente la modalità erogativa e non preclude la possibilità di usufruire delle forme di sostegno previste per la copertura dei costi sostenuti.
Nello specifico, in base al Regolamento per gli interventi finalizzati al trasporto delle persone con disabilità (approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 1 del 18/01/2005), in alternativa al trasporto gratuito diretto è prevista la possibilità di richiedere un contributo a rimborso delle spese di trasporto sostenute, misura a cui potranno accedere anche gli studenti universitari. Tuttavia, come si legge nella segnalazione, il rimborso a cui si fa riferimento riguarda il costo del biglietto di autobus che questi ragazzi non possono utilizzare perché non hanno sufficiente autonomia per farlo.
Gli uffici del I Dipartimento – 3° Servizio (“Politiche Sociali e del Lavoro, Culturali, del Turismo”) hanno espresso consapevolezza per il disagio che questo passaggio operativo potrebbe comportare, confermando la propria disponibilità a fornire informazioni e indicazioni utili agli utenti per l’accesso alla misura.
La Città Metropolitana erogava il servizio avvalendosi di cooperative. Ora, studenti e famiglie si chiedono a chi verrà affidato: “Resta un mistero a chi dovrebbe competere, adesso, questo servizio. Che fine fanno le Politiche Sociali? Bisognerebbe chiedere al sindaco, così attento all’inclusione”.












