
Il futuro di Etnaland entra ufficialmente in una fase decisiva. All’indomani del vertice convocato in Prefettura a Catania, la CISAL ha rotto gli indugi inviando una richiesta formale di incontro urgente alla proprietà del noto parco acquatico e tematico di Belpasso. Al centro del confronto ci sono la prolungata chiusura della struttura e le pesanti ripercussioni occupazionali ed economiche che stanno colpendo l’intero territorio. La preoccupazione principale riguarda il destino di circa 200 lavoratori, oltre all’impatto devastante che lo stop forzato sta provocando sul vasto indotto turistico e commerciale della zona etnea.
La mossa del sindacato arriva subito dopo il tavolo tecnico convocato dal Prefetto di Catania, Pietro Signoriello, alla presenza delle istituzioni direttamente coinvolte nella complessa vicenda amministrativa che sta bloccando il parco. Attraverso una nota ufficiale, il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo, ha rimarcato l’assoluta necessità di aprire un canale di comunicazione diretto con il management di Etnaland per tutelare i livelli occupazionali e salvaguardare le attività ricettive e commerciali collegate alla struttura. Lo Schiavo ha spiegato che, alla luce delle ricadute negative già in atto sulla tenuta dei posti di lavoro e sul commercio locale, il sindacato auspica un riscontro immediato da parte della proprietà.
Il sindacato non nasconde la gravità della situazione e parla apertamente di “segnali sconfortanti” provenienti dal territorio. L’obiettivo della sigla sindacale è quello di accelerare l’iter burocratico e amministrativo per sbloccare lo stallo, offrendo certezze e prospettive concrete alle centinaia di famiglie che dipendono dal parco di Belpasso. Nonostante le forti preoccupazioni, la CISAL ha espresso un profondo ringraziamento nei confronti delle autorità, apprezzando la sensibilità dimostrata dal Prefetto Signoriello e dagli enti presenti al tavolo, i quali si sono detti pronti a seguire passo dopo passo la vicenda per le rispettive competenze, nel tentativo di favorire una rapida soluzione.
La partita attorno a Etnaland non si gioca solo sul fronte dei contratti di lavoro, poiché il parco rappresenta una delle principali locomotive del turismo della Sicilia orientale. L’auspicio della comunità e delle forze sociali è che l’imminente faccia a faccia con la proprietà possa fare chiarezza sul percorso amministrativo e sui tempi necessari per arrivare alla riapertura dei cancelli, restituendo serenità ai lavoratori e nuovo ossigeno all’economia dell’intera area etnea.
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