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“Caso Etnaland”, i cancelli restano ancora chiusi: stagione estiva a rischio?

Cancelli ancora chiusi a Etnaland e nessuna novità. Sorgono preoccupazioni per la stagione estiva e per gli stagionali.

Con l’estate alle porte, sul web viene risollevato il “caso Etnaland”, il parco di divertimenti della provincia etnea che nel febbraio 2026 è stato posto sotto sequestro a causa di diverse violazioni di natura ambientale. Ad oggi, infatti, non ci sono novità riguardanti una possibile riapertura, con conseguente regolazione delle violazioni commesse. Il caso desta preoccupazioni per quanto riguarda turismo, crescita e occupazioni, e la chiusura del parco rappresenta, senz’altro, un duro colpo per la stagione estiva di Catania e provincia.

Etnaland chiuso: le accuse dell’inchiesta

Le indagini della Guardia Costiera avevano documentato uno scenario preoccupante: lo smaltimento metodico di rifiuti – anche speciali – prodotti dal parco, che venivano incendiati in una discarica abusiva interna e successivamente interrati in buche scavate, sebbene non vi fossero rischi per la salute dei clienti, come aveva sottolineato a febbraio il procuratore Francesco Curcio. A queste accuse si aggiunsero criticità legate all’assenza di impianti di depurazione adeguati e ad autorizzazioni allo scarico scadute da anni. Quello che era nato come un controllo di telerilevamento ambientale si è trasformato in un’inchiesta per traffico illecito di rifiuti e inquinamento, culminata oggi in una paralisi che sembra non conoscere via d’uscita.

Addio contratti stagionali?

Con la bella stagione ormai imminente, gli interrogativi sono molti, tra chi si interroga sulla possibilità di trovare una soluzione e tra chi, dietro quei sigilli, vede un contratto di lavoro stagionale che quest’anno non verrà firmato, giovani in particolare ma anche padri e madri. I danni della chiusura si ripercuotono anche su ristoratori, gestori di B&B, commercianti e autisti.

Il silenzio delle istituzioni

Gli utenti sui social si chiedono dove siano le istituzioni e perché non sia stato nominato un commissario o di un amministratore straordinario avrebbe potuto garantire la messa in sicurezza dell’area, permettendo al contempo di proseguire le indagini, salvare la stagione turistica e permettere agli stagionali di lavorare. Ma sono questi ultimi a pagare il prezzo più caro.

La questione resta, dunque, apertissima, in attesa di ulteriori novità. Ma il tempo stringe e ancora, quasi a giugno, tutto tace.

 

 

Dario Cosimo Longo

Giornalista pubblicista e Direttore responsabile di LiveUniCT, nel 2018 ha conseguito una laurea triennale in Scienze e Lingue per la Comunicazione e nel 2026 una magistrale in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo. Collabora con la testata da maggio 2022. Se su LiveUniCT ci sono articoli sui concerti, probabilmente li ha scritti lui. Ma scrive anche di sport, mobilità sostenibile e turismo. 📧 d.longo@liveunict.com

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