
“Una città è ciò che è perché i suoi cittadini sono ciò che sono” (Paluto).
Si è arrivati alla sesta edizione dell’Happy City Index, presentata Parlamento britannico di Londra. Ad occuparsi di questo particolare progetto, che ormai da anni coinvolge le città, la Dott.ssa Rosena Allin-Khan, membro del Parlamento , da sempre sostenitrice dello sviluppo urbano sostenibile. Che posizionamento hanno avuto le nostre città italiane e siciliane?
L’indice per il 2026 ha analizzato 1000 città e si è basata su 64 indicatori, suddivisi in sei dimensioni. Si cerca di spiegare come le città coniughino qualità della vita, sostenibilità e strategie di sviluppo a lungo termine. Si delinea quindi un nuovo quadro di cooperazione e condivisione delle conoscenze tra le città più all’avanguardia.
Inoltre, per il nuovo report sono stati coinvolti ben 466 ricercatori, con ben 150000 di dati raccolti e convalidati. Una volta raccolti i dati è stato creato un gruppo GOLD, che riunisce le 50 migliori città dell’Happy City Index 2026. Si tratta di un riconoscimento che premia le città che hanno dimostrato un livello di prestazioni costantemente elevato nelle sei dimensioni dell’indice: Cittadini, Governance, Ambiente, Economia, Salute e Mobilità.
Si ricorda che, l’indice, come nelle scorse edizione, non ha lo scopo di decretare una singola “migliore città” al mondo. Piuttosto, quello di individuare le città in grado di coniugare: buon governo, sostenibilità, resilienza e qualità della vita. Inoltre, insieme alla pubblicazione dei risultati di quest’anno, l’iniziativa segna anche il lancio della Happy City Alliance , un nuovo programma pensato per monitorare i progressi nel tempo e incoraggiare lo scambio di buone pratiche tra le città più all’avanguardia.
Prima in classifica la Danimarca, precisamente Copenaghen che per quest’anno totalizza 6954. Seconda classificata Helsinki, Finlandia, con 6919. Sul podio anche Ginevra, in Svizzera, 6882. In ordine, al quarto posto si trova Uppsala, in Svezia, con 6846 punti; al quinto posto Tokyo, in Giappone, con 6788 punti; al sesto Trondheim, in Norvegia, con 6755 punti; al settimo Berna, in Svizzera, con 6746 punti; all’ottavo Malmö, in Svezia, con 6705 punti; al nono Monaco di Baviera, in Germania, con 6691 punti; e infine al decimo posto Aarhus, in Danimarca con 6685.
In ultima posizione tra le città Gold: Cambridge con 6358. Se si gurda invece alla classifica generale, in ultime tre posizioni si trova: Dallas (Stati Uniti) 4827 punti e in 248esima posizione, Nashville (Sati Uniti), 249esima posizione con 4827punti. Infine, in ultima posizione in 250 posizione Guadalajara in Messico con 4719 punti. Aggiunta una posizione simbolica in classifica: “L’edizione di quest’anno include anche un gesto simbolico di solidarietà. Mentre la classifica ufficiale comprende 250 città, il 251° posto è stato assegnato a Kiev senza punteggio né confronti, come segno di rispetto per l’impegno profuso dalle autorità cittadine ucraine in circostanze straordinariamente difficili”, questo quanto si legge nel sito ufficiale.
La prima città italiana che figura in classifica, in 73esima posizione, è Bologna con 6258, a ben 696 punti dalla prima classificata. A seguire, in 77esima posizione Parma con 6232 punti, o ancora Milano, in 80esima posizione, con 6183 punti. Arrivati a questo punto, sarà necessario scendere in 144esima posizione, dove figura Roma. A pochi passi, posizione 146, Verona. Posizione 164, Bari con 5728 punti. Napoli, 202 posizione, con 5564. L’ultima città italiana in classifica, in posizione 2028: Salerno con 5452 punti. Salerno con ben 806 punti in meno rispetto alla prima città italiana in classifica!
Unica città siciliana che figura è Messina! La città sicula si classifica con 158esima posizione, proprio sotto Shizuoka in Giappone e sopra Lisbona in Portogallo, che per quest’anno si classifica in 159posizione
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