Categorie: Attualità

Crisi carburante, Ryanair: “Carburante per gli aerei fino a maggio”

Crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente: aumenta il costo del carburante, con voli più cari negli USA e tagli dei collegamenti. In Europa situazione rimane ancora incerta.

La crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente continua a generare forti ripercussioni sui mercati internazionali, con effetti particolarmente evidenti sul settore dei trasporti aerei, tra i più esposti all’aumento dei costi del carburante. Le compagnie stanno infatti rivedendo le proprie strategie operative e tariffarie. Negli Stati Uniti, United Airlines ha annunciato un incremento generalizzato delle tariffe tra il 15% e il 20%, accompagnato da una riduzione della capacità di volo pari al 5% prevista per il 2026. In Europa, la situazione appare più eterogenea. Ryanair ha dichiarato di disporre di riserve di carburante sufficienti a garantire la piena operatività almeno fino al mese di maggio. Tuttavia, oltre tale orizzonte temporale, permangono significative incertezze. A evidenziarlo è stato l’amministratore delegato Michael O’Leary, che ha richiamato l’attenzione sulle possibili criticità legate all’evoluzione del mercato energetico e alla volatilità dei prezzi. Questo quanto riferito da Today.it.

Carburante bloccato

Ryanair stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante. Michael O’Leary, amministratore delegato, è stato chiaro: “Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi”.

Nonostante Ryanair abbia bloccato l’80% del carburante a un prezzo fissato intorno ai 67 dollari al barile fino al 2027, la restante quota del 20% sta registrando un forte aumento dei costi. Le quotazioni, che a febbraio erano state fissate a circa 74 dollari al barile per il mese di marzo, hanno subito una rapida escalation, raggiungendo i 150 dollari nei mesi di aprile e maggio. Un incremento che ha avuto un impatto immediato sui conti della compagnia. Secondo le stime, nel solo mese di aprile l’aumento del costo del carburante ha comportato per l’azienda un aggravio di spesa pari a circa 50 milioni di dollari. “Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni. Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air – che vorrebbe querelarmi ma non avrà il tempo di farlo – e Air Baltic potrebbero fallire”.

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