Categorie: Attualità

Pasqua amara per i catanesi. Cisal sul caro carburanti: “Inconcludenza politica”

CATANIA – Un grido d’allarme forte e inequivocabile quello lanciato dalla CISAL Catania sul caro carburanti che, tra marzo e aprile 2026, ha raggiunto livelli ormai critici e insostenibili, con pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico e sociale.

“Siamo di fronte a una situazione paradossale e drammatica”, dichiara Giovanni Lo Schiavo, Segretario Provinciale CISAL Catania. “L’impennata dei prezzi dei carburanti sta determinando un aumento esponenziale dei costi di trasporto, che inevitabilmente si riversa sui beni di prima necessità, generando una pericolosa inflazione indiretta. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: famiglie sempre più in difficoltà e un rischio povertà che cresce giorno dopo giorno”.

Il sindacato evidenzia come il caro vita stia costringendo un numero crescente di cittadini a modificare drasticamente le proprie abitudini quotidiane, incidendo anche sulla qualità della vita.

“Oggi molte famiglie sono costrette a ridurre gli spostamenti, a rinunciare anche al necessario, a tagliare sulle spese essenziali pur di arrivare a fine mese”, prosegue Lo Schiavo. “È una deriva sociale preoccupante che deve far riflettere profondamente l’opinione pubblica e soprattutto chi ha responsabilità di governo”.

Un quadro che si aggrava ulteriormente in vista delle festività pasquali, tradizionalmente legate a mobilità e consumi.

“Quella che dovrebbe essere una Pasqua di serenità si sta trasformando in una Pasqua amara per migliaia di famiglie”, sottolinea il Segretario. “La rabbia della gente è palpabile. Cresce lo sdegno nei confronti delle Istituzioni e dei politicanti, percepiti sempre più distanti dai problemi reali dei cittadini e incapaci di fornire risposte concrete. Assistiamo a una inconcludenza politica che rischia di trasformarsi in un vero e proprio fallimento della politica stessa”.

La CISAL Catania chiede con forza interventi immediati e strutturali per contenere il costo dei carburanti e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.

“Non si può più aspettare”, conclude Lo Schiavo. “Serve un’azione urgente e concreta per fermare questa spirale e tutelare le fasce più deboli. Il rischio è quello di una vera emergenza sociale che non può e non deve essere sottovalutata”.

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