La Pasqua a Catania non è solo una ricorrenza religiosa; è un’esplosione di sapori che celebra il risveglio della primavera e la generosità della terra vulcanica. Dalle scampagnate nei vigneti dell’Etna alle tavolate infinite in città, il menu pasquale catanese è un rito che unisce sacro e profano attraverso ingredienti schietti e profumatissimi.
Se vuoi portare l’autentica atmosfera della città dell’elefante sulla tua tavola, ecco la guida definitiva per un menu pasquale indimenticabile.
L’apertura: il trionfo della “Campagna”
L’antipasto catanese è un mosaico di colori. La parola d’ordine è freschezza.
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L’uovo sodo: Immancabile simbolo di rinascita, servito con un pizzico di sale e pepe.
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La ricotta nfunnata: Tipica del catanese, con la sua crosticina bruna e il cuore morbido, servita a fette spesse.
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Fave, salame e pecorino: Il “triangolo delle meraviglie”. Le fave devono essere novelle, tenere e dolcissime, accompagnate dal pecorino siciliano dop pepato.
Il primo: Il cuore del banchetto
A Catania il primo piatto deve essere opulento. Due sono le strade maestre:
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Pasta ‘ncasciata: Resa celebre anche dalla letteratura, è una pasta al forno ricca di tuma fresca, uova sode, melanzane fritte e un ragù ristretto di carne.
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Maccheroncini al sugo di maiale nero dei nebrodi: per chi ama i sapori decisi, un sugo cotto per ore con puntine e salsiccia, che poi fungerà anche da secondo piatto.
Il Secondo: tra Brace e tradizione
Il profumo della Pasqua catanese è, indiscutibilmente, quello della brace.
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L’Agnello (o capretto): cotto al forno con patate novelle e abbondante rosmarino, oppure “al sugo” se si è scelta la via dei maccheroncini.
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Il farsumagru (Falsomagro): il re della tavola. Un rotolo di carne di manzo farcito con ogni bene: uova, formaggio, salumi e lardo. Una fetta è un pasto completo.
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Il contorno re: Il Carciofo Arrustutu. Non è Pasqua a Catania senza il fumo della carbonella sui balconi. I carciofi vengono conditi con aglio, prezzemolo, pepe e un filo d’olio d’oliva prima di essere “sacrificati” sul fuoco.
Il dolce: il simbolismo in pasta frolla
Il finale è un inno alla dolcezza e alla creatività delle nonne catanesi.
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A cuddura cu l’ova: è il dolce più iconico. Grandi biscotti dalle forme simboliche (cuori, panieri, campanili) che racchiudono uova sode intere, decorati con i “diavolini” (zuccherini colorati).
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Cassata e cannoli: non hanno bisogno di presentazioni, ma a Pasqua la ricotta di pecora raggiunge il suo picco di qualità.
Il Calice: il sangue del vulcano
Per accompagnare un menu così strutturato, la scelta ricade obbligatoriamente su un Etna Rosso DOC. Un vino che parla di lava, di mare e di sole, capace di pulire il palato dalla grassezza dell’agnello e del falsomagro con la sua elegante mineralità.












