UNICT – Innovazione didattica, tecnologie digitali e nuovi modelli di apprendimento al centro del Progetto ALMA – Advanced Learning Multimedia Alliance for Inclusive Academic Innovation, iniziativa finanziata nell’ambito del PNRR – Subinvestimento Digital Education Hubs (DEH) e coordinata dall’Università Federico II di Napoli in partenariato con 14 università pubbliche e istituzioni AFAM, tra cui proprio l’Ateneo catanese.
Lunedì scorso si è tenuta, nell’aula magna del Palazzo centrale, la giornata di presentazione dell’iniziativa ed è stato dato il via ufficiale agli “ALMA Days & Sessions”, un ciclo di incontri pensato per trasformare i principi chiave del progetto in azioni concrete. Gli appuntamenti offriranno ai partecipanti una solida base teorica affiancata da workshop pratici, progettati per rispondere alle diverse esigenze della comunità universitaria.
«L’Università di Catania non tradisce la sua tradizionale vocazione di ateneo ‘in presenza’, perché considera centrale il rapporto diretto tra docenti e discenti – ha ribadito il delegato del rettore alla Didattica Giuseppe Speciale -. Al tempo stesso però vuole restare al passo con i tempi, abbracciando quelle nuove tecnologie che possono supportare l’insegnamento e l’apprendimento, fornendo stimoli e aiuti e integrando la didattica utilizzando in maniera virtuosa anche l’Intelligenza artificiale».
Il progetto – che ha beneficiato di un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro nell’ambito del PNRR – si fonda su alcuni principi chiave: innovare la didattica attraverso metodologie avanzate e l’integrazione delle tecnologie digitali, compresa l’Intelligenza Artificiale; rafforzare la costruzione della conoscenza mediante attività di faculty development e programmi di formazione dedicati sia al personale docente sia a quello tecnico-amministrativo; aprire l’università a percorsi formativi più accessibili e inclusivi, anche grazie all’introduzione delle micro-credentials, pensate per favorire un ingresso più rapido e qualificato nel mondo del lavoro.
A questi obiettivi si affiancano inoltre la modularità e la scalabilità dell’offerta formativa, strumenti pensati per ampliare l’accesso alla formazione, e la convergenza tra didattica in presenza e online, attraverso modelli integrati di apprendimento capaci di valorizzare entrambe le dimensioni.
Ciascuno di questi ambiti è stato approfondito dai componenti del team scientifico dell’Università di Catania, composto dai docenti Alberto Fichera, coordinatore del team scientifico e Principal Investigator di ALM@ per l’ateneo, Giuseppe C. Pillera (responsabile WP1), Teresa Consoli (responsabile WP2), Raffaella C. Strongoli (responsabile WP3) e Alfredo Pulvirenti (responsabile WP4). Il percorso “ALMA Days & Sessions” è stato invece presentato da Teodora Nicoleta Pascu, project manager di ALM@ per l’Università di Catania.
Grazie al progetto Alma, ha ricordato il prof. Fichera, l’Ateneo ha istituito il proprio Teaching Learning Center, uno strumento strategico che offre nuove opportunità di finanziamento ed è inserito in una rete nazionale sostenuta dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. Il centro di Catania è già operativo, dispone di una propria governance affidata al coordinamento del prof. Simone Ronsisvalle e, entro il mese di giugno, sarà completamente attrezzato.
«Lasciamo in dote – ha spiegato il docente responsabile – infrastrutture già pronte all’uso: apparati per le riprese audio e video, laboratori “chiavi in mano” dedicati alla produzione multimediale, oltre a un forte supporto tecnologico per il Teaching Learning Center in termini di server, gestione dei dati e servizi digitali». Un’altra importante opportunità è stata quella di potenziare la dotazione tecnologica dell’Ateneo con componenti e attrezzature di ultima generazione, pensate per la produzione di contenuti didattici digitali: dai MOOC (massive open on line courses) ai materiali audio-video, fino a nuovi formati multimediali per l’apprendimento.
Parallelamente sono state sviluppate procedure specifiche attraverso il Learning Management System, già attivo per le attività didattiche ma con prospettive di ulteriore ampliamento. «Stiamo proponendo – ha proseguito Fichera – un modello organizzativo e gestionale della formazione che si fonda su due figure chiave: i docenti Change Agents, chiamati a promuovere e diffondere l’innovazione didattica, e i Digital Experts, selezionati tra il personale tecnico-amministrativo».
L’obiettivo, tuttavia, non è trasformare l’università in un ateneo sempre più telematico. «Il punto di forza della nostra università – ha sottolineato – resta l’incontro diretto tra docenti e studenti. La relazione in presenza rimane centrale: le nuove tecnologie, così come l’intelligenza artificiale, devono essere considerate strumenti di supporto che arricchiscono l’esperienza formativa, non la sostituiscono». Accanto agli investimenti tecnologici, l’Ateneo ha puntato con decisione anche sulle risorse umane, attivando percorsi di formazione dedicati al personale e ai docenti e coinvolgendo nuove figure professionali per sostenere sia la gestione del progetto sia la sua fase di implementazione, che ora passa sotto la responsabilità del Teaching Learning Center. Per questo il ciclo degli “ALMA Days” prevede una serie di sessioni tematiche dedicate ai principali ambiti della digital education, aperte a docenti, ricercatori e ricercatrici e al personale tecnico-amministrativo.











