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Continua la fuga di cervelli: la Sicilia ha perso 7mila laureati in un anno

Sempre più giovani, con competenze qualificate, si spostano vero il Centro e il Nord Italia in cerca di nuove opportunità lavorative. I dati raccolti in Sicilia.

Il Sud Italia continua, anno dopo anno, a perdere sempre più abitanti e nello specifico sempre più giovani laureati! I dati del report della Svimez “Un Paese, due emigrazioni” parlano chiaro: sempre più giovani con competenze qualificate si spostano vero il Centro e il Nord Italia in cerca di nuove opportunità lavorative ed economiche. Il dato allarmante riguardo molti di loro che decidono di andar via una volta ottenuto il diploma di scuola superiore, decidendo quindi iscriversi in università differenti da quelle collocate nel Mezzogiorno italiano. Di seguito i dati raccolti ed analizzati.

Continua il gap territoriale

Considerando l’anno accademico e scolastico 2024/2025 circa il 67,1% dei diplomati ha proseguito gli studi iscrivendosi all’università. Da una parte il tasso di proseguimento Scuola-Università nazionale resta stabile rispetto agli anni precedenti, dall’altro è ancora evidente un forte gap territoriale tra il Mezzogiorno e il Centro e Nord Italia. Si parla di un 61,4% di immatricolazioni per le università del Sud e un 70,7% per le università del Centro e del Nord!

E mentre nel Centro e al Nord il numero di immatricolati cresce del 2%, e salgono così a 194.000 i diplomati che si sono iscritti, per la prima volta, ad un corso di laurea triennale o a ciclo unico. Nel Mezzogiorno  invece si registra un calo del 1,2% rispetto agli anni precedenti 2023/2024, scendendo a poco meno di 108mila immatricolati. Complessivamente per il 2024/25 si parla di 220mila nuove immatricolazioni per gli atenei del Centro-Nord (il 70% del totale) e 94mila per gli atenei del Mezzogiorno (il 30% del totale).

Sempre più giovani fuggono dal Mezzogiorno

Secondo i dati del report, nel 2024/25, a spostarsi dal Sud per motivi di studio, scegliendo così di iscriversi a lauree triennali e a ciclo unico in un ateneo del Centro-Nord, sono stati circa 17mila matricole universitarie. Da ciò si evince, come i dati di immatricolati da Sud a Nord subisce così evidente battuta d’arresto rispetto all’anno accademico 2023/2024. Infatti, durante gli anni precedenti, si registravano 20mila immatricolati al Centro-Nord provenienti dal Mezzogiorno circa un 19%. Si parla di una diminuzione del -4%. Tale dato positivo si può leggere o come una maggiore capacità degli atenei del Mezzogiorno di attrarre immatricolati o come indice secondo il quale le famiglie avrebbero meno risorse economiche e quindi meno possibilità di mandare i figli a studiare lontano.

Il vero e proprio problema si manifesta quando il giovani che hanno studiato fuori decidono di non tornare e di non cercare lavoro nelle regioni del Sud Italia. Infatti, durante il 2023, a trasferire la propria residenza dal Mezzogiorno al Centro-Nord sono state infatti quasi 107mila persone, il doppio di quelle che all’opposto dal Centro-Nord si sono spostate nel Mezzogiorno (54mila). Si parla di un saldo negativo, per il Sud Italia, pari a 53mila unità.

D’altronde negli ultimi 25 anni è aumentato in modo esponenziale il numero di laureati che, dopo aver conseguito il titolo, si sono trasferiti e hanno lasciato il Mezzogiorno. I dati parlano chiaro: nel 2002 solo il 10% dei trasferimenti riguardava laureati, mentre nel 2023 questa percentuale è salita al 35%. La migrazione dei laureti da Sud a Nord è più che triplicata, passando da circa 12mila a quasi 43mila. A questo bisogna aggiungere i rientri o trasferimenti in senso opposto, dal Centro-Nord al Sud. Sempre più giovani decidono di tornare al Sud, circa un 13mila durante l’anno 2023. Ma tutto ciò rimane insufficiente a bilanciare la perdita di giovani competenti.

Sicilia continua a perdere talenti

Purtroppo, ad oggi, le regioni meridionali non riescono a contrastare i fenomeni della cosiddetta fuga di cervelli. D’altronde i tassi di attrattività per studenti fuorisede non superano il 10%. La maggior parte delle nuove immatricolazioni nelel università del Sud proviene dai residenti del Mezzogiorno stesso.

Tuttavia, la nostra Regione Sicilia riesca ad attirare nelle proprie sedi universitarie una quota del 4% di immatricolati provenienti dall’estero. Nonostante questo, il quadro generale rimane preoccupante. II Mezzogiorno si conferma area a elevata espulsione netta di laureati con un saldo migratorio interno fortemente negativo, determinato soprattutto da consistenti cancellazioni anagrafiche per trasferimenti verso le regioni centro-settentrionali. Tra le regioni più colpite, spiccano la Campania e la Sicilia, che perdono rispettivamente quasi 9.000 e oltre 7.000 laureati ogni anno . Purtroppo, non si tratta solo di migrazione in altre regioni d’Italia, cresce infatti, in queste regioni, anche la migrazione anche verso l’estero .

Ilaria Santamaria

Laureata in lettere e futura filologa comparatista. Ad occupare il mio tempo libero lunghe passeggiate sotto il sole e una buona lettura di un classico.

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Ilaria Santamaria

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