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Catania, il mare restituisce la storia: ordigni bellici a ognina dopo il ciclone Harry

CATANIA – Non si ferma l’onda lunga dei danni causati dal Ciclone Harry. Oltre alle ferite visibili sui moli e agli stabilimenti balneari del litorale ionico, la violenta mareggiata dello scorso gennaio ha rimosso metri di sedimenti marini, riportando alla luce pericolosi “fantasmi” del passato: diversi residuati bellici della Seconda Guerra Mondiale.

Il ritrovamento a Ognina

L’allarme è scattato nello specchio acqueo antistante l’Istituto Tecnico Nautico “Duca degli Abruzzi”, nella storica zona di Ognina. Proprio qui, il movimento eccezionale dei fondali ha esposto un ordigno di grosse dimensioni, rendendo necessario l’intervento immediato della Guardia Costiera.

Secondo le ordinanze emesse dalla Capitaneria di Porto di Catania (la n. 07/2026 e la successiva n. 12/2026), l’area è stata interdetta per consentire le delicate operazioni di messa in sicurezza. Il punto esatto del ritrovamento è stato localizzato alle coordinate:

  • Lat. 37°37′ 42” N

  • Long. 15°07′ 00” E

Le operazioni di bonifica

Il compito di neutralizzare la minaccia è affidato ai palombari del Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare di Augusta. Le operazioni hanno subito alcuni rallentamenti nei giorni scorsi a causa delle condizioni meteo-marine ancora instabili, ma sono riprese a pieno ritmo.

Il protocollo prevede:

  1. Identificazione e messa in sicurezza: L’ordigno viene imbracato e rimosso dal fondale.

  2. Trasporto: Il residuato viene spostato in una zona di sicurezza al largo (individuata a circa 1000 metri dal punto di brillamento).

  3. Brillamento: L’esplosione controllata avviene lontano dalla costa per evitare danni all’ecosistema e alle infrastrutture.

Sicurezza e restrizioni

Per l’intera giornata di oggi, resta in vigore il divieto assoluto di navigazione, ancoraggio, pesca e attività subacquee in un raggio di sicurezza attorno alla zona di intervento. Le autorità raccomandano la massima prudenza e ricordano che, in caso di avvistamenti di oggetti metallici sospetti lungo la costa, è fondamentale non toccarli e allertare immediatamente il numero di emergenza 1530.

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