La Carta del docente 2026 amplia i beneficiari: dalla platea originaria di circa 819 mila docenti di ruolo si passa a oltre un milione di aventi diritto, includendo i supplenti annuali al 31 agosto, quelli con contratto fino al 30 giugno e il personale educativo. Questa estensione comporta però una rimodulazione dellāimporto individuale, che per lāanno scolastico 2025-2026 sarĆ di quasi 400 euro, rispetto ai 500 euro degli anni precedenti.
Fondi europei e dimensione strutturale
Il Ministero dellāIstruzione ha stanziato 270 milioni di euro di fondi europei per sostenere percorsi formativi e lāacquisto di strumenti tecnologici da concedere in comodato dāuso alle scuole. Lāidea ĆØ integrare la quota individuale della carta con una dimensione strutturale, legata ai piani formativi di istituto. CosƬ i docenti potranno continuare a utilizzare la carta per formazione, mentre per tablet, computer e libri potranno rivolgersi alla propria scuola.
Carta del docente anche per il trasporto
Tra le novitĆ della Carta del docente 2026 cāĆØ la possibilitĆ di utilizzare la somma anche per le spese di mobilitĆ , inclusi abbonamenti ai mezzi pubblici. Secondo il Ministero, questa scelta distingue nettamente i costi di formazione dai costi di welfare individuale, creando un equilibrio tra supporto alla crescita professionale e sostegno economico personale.
Ritardi e criticitĆ sollevate
I ritardi nellāerogazione della carta sono legati allāallargamento della platea ai supplenti con contratto fino al 30 giugno: ĆØ stato necessario attendere gennaio per consolidare i dati sugli aventi diritto e attendere il via libera del MEF. La deputata Irene Manzi ha sottolineato il rischio che il bonus si snaturi, perchĆ© lāimporto ridotto e lāutilizzo per trasporto potrebbero sottrarre risorse alla formazione, chiedendo un possibile reintegro delle somme.
Futuro: possibile estensione al personale ATA
Il Governo ha annunciato lāintenzione di estendere la Carta del docente 2026 anche al personale ATA, aprendo nuovamente il dibattito sulle coperture finanziarie e sullāequilibrio tra formazione e welfare in uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni.













