Il presidente del Distretto produttivo agrumi di Sicilia, Giosuè Arcoria, ha recentemente inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per evidenziare la grave situazione che sta vivendo l’agrumicoltura siciliana. Arcoria ha infatti raccolto e dichiarato i numerosi danni provocati dal ciclone Harry e dai forti venti che hanno recentemente colpito l’isola, mettendo in difficoltà il settore. Nella sua comunicazione, il presidente ha sollecitato il Governo a intervenire con urgenza e quindi a dichiarare lo stato di calamità per tutti i territori devastati dal maltempo.
I danni provocati dal maltempo
“Le recenti avverse condizioni meteo hanno devastato intere aree agricole e distrutto gli agrumeti di tutto il territorio siciliano: dalla provincia di Catania a quelle di Siracusa e Ragusa e in maniera altrettanto drammatica, anche le province di Agrigento, Enna e Palermo”, scrive Arcoria. Aggiungendo: “i danni sono ingenti e diffusi per l’intero comparto agricolo siciliano e risultano particolarmente pesanti per il settore agrumicolo, (colpito da cascola dei frutti e ammuffimento) che ha subito perdite stimate da un minimo del 40% fino al 100% della produzione in alcune zone, poiché la maggior parte degli agrumi era ancora sugli alberi al momento degli eventi calamitosi”.
“Alla luce della portata dei danni subiti, le chiediamo di valutare, con estrema urgenza, la dichiarazione dello stato di calamità naturale richiesta dalla Regione Siciliana, al fine di attivare tutti gli strumenti straordinari di sostegno necessari a tutelare il tessuto produttivo agrumicolo del territorio. In particolare, le chiediamo di considerare misure quali il blocco dei mutui e delle riscossioni tributarie, la sospensione dei versamenti degli oneri previdenziali, nonché ulteriori interventi di supporto economico e finanziario indispensabili per garantire la sopravvivenza delle aziende agrumicole colpite”, conclude il presidente del Distretto produttivo agrumi di Sicilia.
Servono misure straordinarie
Il deputato regionale Giuseppe Lombardo ha ricordato come il gruppo Mpa Grande Sicilia abbia già preso una posizione chiara in merito alla crisi che sta colpendo l’agrumicoltura siciliana. “Abbiamo depositato un ordine del giorno per chiedere la dichiarazione dello stato di calamità naturale e per consentire l’utilizzo di fondi extra regionali, così come è stato fatto in occasione della crisi legata alla siccità. È una strada percorribile, già praticata, che va attivata immediatamente. Occorre ottenere la sospensione dei tributi, dei mutui e degli oneri previdenziali per le aziende colpite. Ma non basta. Bisogna individuare risorse e misure compensative anche per i braccianti agricoli, che rischiano di pagare il prezzo più alto in termini occupazionali e sociali”, questo quanto dichiarato.













