Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza 2026; L’11 febbraio torna un appuntamento di grande valore culturale e formativo all’Università di Catania: la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere l’accesso libero e paritario di donne e ragazze alla ricerca e ai saperi scientifici.
L’evento, che si svolgerà domani 11 febbraio alle 8:30 nell’Auditorium “G. De Carlo” del Monastero dei Benedettini, è rivolto alle studentesse e agli studenti di tutti e cinque gli anni degli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore e si inserisce in un percorso di orientamento, ispirazione e sensibilizzazione sui temi dell’uguaglianza di genere, della conoscenza e del futuro delle nuove generazioni.
Un’iniziativa di orientamento per costruire scelte consapevoli
La giornata si configura come un’importante occasione di orientamento attivo, pensata per accompagnare gli studenti nel delicato momento della scelta del proprio percorso di studi e professionale. L’obiettivo è quello di fornire strumenti di riflessione critica, superando stereotipi e condizionamenti culturali che ancora oggi incidono profondamente sull’accesso delle donne alle discipline scientifiche e tecnologiche.
In questo senso, l’iniziativa dell’Università di Catania intende valorizzare il talento femminile e promuovere una cultura dell’inclusione, in cui le competenze e le aspirazioni personali possano emergere indipendentemente dal genere.
STEAM e interdisciplinarità: il dialogo tra scienza e arte
Al centro dell’incontro vi è il tema dell’accesso paritario ai saperi scientifici, tecnologici, artistici e umanistici (STEAM), con particolare attenzione ai contesti interdisciplinari. Il dialogo tra scienza e arte rappresenta infatti un elemento chiave per lo sviluppo del pensiero critico e creativo, oggi sempre più richiesto nei processi di ricerca, innovazione e leadership.
Mettere in relazione ambiti apparentemente distanti significa riconoscere che la conoscenza è un sistema complesso e integrato, nel quale le donne hanno storicamente svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale, spesso poco visibile o sottovalutato.
Le voci dell’arte e della ricerca: le protagoniste dell’evento
L’evento prevede il dialogo tra Ambra Stazzone, vicedirettrice dell’Accademia di Belle Arti di Catania e storica dell’arte contemporanea, e Laura Barreca, direttrice del Museo Civico di Castelbuono e storica dell’arte. Due figure di rilievo nel panorama culturale italiano, che offriranno agli studenti una riflessione articolata sul ruolo delle donne nei processi di produzione del sapere e nelle istituzioni culturali.
L’incontro sarà introdotto e moderato dalla prorettrice dell’Università di Catania, Lina Scalisi, sottolineando l’impegno dell’Ateneo nel promuovere politiche attive di inclusione, pari opportunità e valorizzazione delle competenze.
Una giornata riconosciuta dall’ONU e celebrata nel mondo
La Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione A/RES/70/212), nasce con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle disparità di genere ancora presenti nel mondo della ricerca scientifica.
In Italia e nel resto del mondo, questa ricorrenza è accompagnata da eventi, incontri e celebrazioni che mettono in luce il contributo delle donne alla scienza, sia attraverso riconoscimenti ufficiali, sia ricordando figure che non hanno ricevuto, nel loro tempo, il giusto valore per il lavoro svolto.
Donne nella scienza: esempi contemporanei e storie di ispirazione
Accanto alle grandi figure storiche, la giornata è anche l’occasione per valorizzare scienziate contemporanee che svolgono un ruolo fondamentale nella divulgazione e nella ricerca. Tra queste, Serena Giacomin, climatologa e presidente del Network Italiano degli Studi sul Clima, esperta di cambiamenti climatici e meteorologia, vincitrice del Premio Donna Ambiente 2021.
Nonché Giuliana Galati, fisica delle particelle, divulgatrice scientifica, membro del CICAP, volto di SuperQuark+ e ideatrice del podcast Scientificast. Donne che, attraverso competenza e comunicazione, contribuiscono ogni giorno a rendere la scienza più accessibile e inclusiva.
Le grandi pioniere: da Rita Levi Montalcini a Maria Montessori
La storia della scienza è attraversata da figure femminili straordinarie, il cui contributo ha segnato profondamente il progresso umano. Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina nel 1986, ha dedicato la sua vita allo studio del cervello umano, scoprendo l’NGF, il fattore di accrescimento della fibra nervosa. Prima donna ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze, rappresenta ancora oggi un modello di eccellenza scientifica e impegno civile.
Accanto a lei, Maria Montessori, tra le prime donne laureate in Medicina in Italia, ha rivoluzionato il mondo dell’educazione con un metodo basato sull’osservazione scientifica del bambino e sul rispetto della sua libertà e autonomia.
Hedy Lamarr: quando il genio supera i confini
Emblematica è anche la storia di Hedy Lamarr, attrice hollywoodiana e ingegnera, il cui talento scientifico è rimasto a lungo in ombra rispetto alla fama cinematografica. Durante la Seconda guerra mondiale, sviluppò insieme al compositore George Antheil un sistema di trasmissione su frequenze radio destinato alla guida dei siluri.
All’epoca ignorato, quel brevetto è oggi alla base della tecnologia spread spectrum, fondamentale per la telefonia mobile e il Wi-Fi. Un esempio potente di come il contributo delle donne alla scienza sia stato spesso sottovalutato, ma si sia rivelato determinante nel tempo.
Un’occasione per immaginare un futuro più equo
Promossa nell’ambito del progetto di orientamento attivo “OUI, ovunque da qui”, finanziato dal PNRR – M4.C1, Investimento 1.6, con il sostegno dell’Unione Europea, NextGenerationEU, la giornata rappresenta un momento di alto valore educativo e simbolico.
Celebrare le donne e le ragazze nella scienza significa non solo ricordare il passato, ma soprattutto costruire un futuro in cui il sapere sia davvero accessibile a tutti, senza barriere di genere. Un messaggio forte e necessario, rivolto alle studentesse e agli studenti che oggi si affacciano al mondo della conoscenza e che domani ne saranno i protagonisti.
















