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Aumentano laureate in STEM, ma il gap salariale con gli uomini resta al 12%

Le laureate in materie STEM sono in aumento, ma il loro stipendio mensile rimane significativamente inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini.

Oggi mercoledì 11 febbraio ricorre la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. Anno dopo anno il numero di laureati in discipline STEM aumenta progressivamente. Infatti, nel 2024 si contavano circa 67 mila laureati, di cui poco più di 43 mila uomini e 24 mila donne, per poi arrivare ad un incremento complessivo di oltre 57% nel 2024. Questi i dati dell’Osservatorio delle libere professioni, l’ente di ricerca riconosciuto da Eurostat.

Numero di laureati in materie Stem

Secondo i dati raccolti, all’inizio del 2004 il mondo delle materie Stem era prevalentemente dominato dagli uomini, si contavano infatti 43mila laureati contro 24 mila laureati in materie scientifiche. Negli anni successivi si assistette ad una stagnazione del numero di uomini che si iscrivevano in materie Stem. Nello stesso periodo, la componente femminile è cresciuta in modo continuo, compensando solo in parte il rallentamento degli uomini. Si arriva quindi al 2012, anno in cui la dinamica cambia: il numero di laureati uomini torna ad aumentare e ritorna un forte gap di genere. Tale fase si rafforza dopo l’anno accademico 2015/2016.

Le discipline Stem scelte delle donne

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio delle Libere Professioni, nel 2024, le donne laureate in discipline STEM rappresentano solo il 17,4% del totale dei laureati. Tale percentuale si confronta con la quota pari al 37,2% degli uomini laureati. Resta ancora un forte divario di genere, sebbene in riduzioni rispetto agli anni precedenti, quando la quota femminili non riusciva a superare il 15%.

Per l’anno 2024, ingegneria industriale e dell’informazione si conferma la componente più sbilanciata sul versante maschile. Secondo i dati raccolti, il 21,2% dei laureati uomini consegue un titolo in quest’area, contro il 5,5% delle donne. L’area scientifica rappresenta invece un quadro più equilibrato. In questo caso le raggiungono l’8,5% e superano lievemente gli uomini (8,2%). Discorso a parte per architettura e ingegneria civile, due dei settori che hanno sofferto di più nel tempo. Dal 2004 al 2024 la quota femminile cala dal 4,8% al 2,9%. D’altra parte troviamo le discipline informatiche e ICT, che si confermano l’ambito meno popolato. Si registra un lieve aumento tra gli uomini: si passa da 2,5% al 3,3%. Mentre la partecipazione femminile rimane marginale e sostanzialmente invariata nel tempo, attestandosi allo 0,5%.

Laureate Stem, retribuzione mensile sempre più bassa

Secondo i dati raccolti da AlmaLaurea, a cinque anni dal conseguimento del titolo di laurea di secondo livello, i laureati STEM registrano elevati livelli di occupazione sia per gli uomini che per le donne. Nello specifico si parla di un tasso di occupazione pari al 90,1% per le donne e del 92,6% per gli uomini. Si parla quindi di soli 2,5 punti percentuali! Tuttavia, se si osserva la retribuzione mensile netta si osserva come le donne, in media, prendano 1.798 euro mensili, contro i 2.025 euro mensili degli uomini. Forti disparità di genere anche per quanto concerne i guadagni, lavoratori, infatti, percepiscono il 12,6% in più!

Inoltre, tra le donne laureate in STEM si registra una minore diffusione di contratti a tempo indeterminato. Secondo i dati raccolti da AlmaLaurea, le donne in STEM sono infatti meno inclini a ottenere un impiego stabile. Si parla di un divario di ben 15,1 punti percentuali rispetto ai colleghi uomini. Al contrario, si osserva una maggiore propensione a intraprendere attività professionali autonome, in particolare di studi professionali di architettura. Cresce invece la percentuale di contratti a tempo alle dipendenze a tempo determinato e delle attività sostenute da borsa o assegno di studio o di ricerca.

Ilaria Santamaria

Laureata in lettere e futura filologa comparatista. Ad occupare il mio tempo libero lunghe passeggiate sotto il sole e una buona lettura di un classico.

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Ilaria Santamaria

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