La Festa di Sant’Agata sta entrando nel vivo dei festeggiamenti! Quest’anno la festa di Sant’Agata è al centro di una particolare attenzione, anche in vista di una possibile candidatura al Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’Unesco. D’altronde a Palazzo degli Elefanti è stato firmato un protocollo d’intesa che segna l’inizio ufficiale del percorso di candidatura dell’evento religioso e popolare più sentito della città. Inoltre, il documento mira anche a promuovere la tutela e la salvaguardia della celebrazione e ad accrescerne la visibilità a livello internazionale.
La firma del protocollo
Alla firma del protocollo, avvenuta nella sala giunta del Comune, hanno partecipato i vertici delle quattro principali istituzioni coinvolte nel progetto: il sindaco Enrico Trantino, l’arcivescovo metropolita Luigi Renna, il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo e il presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, Carmelo Grasso.
“Sarà il Ministero della Cultura prima, e poi l’Unesco, a stabilire se abbiamo diritto a questo riconoscimento – ha dichiarato il sindaco – . Ma la proposta è già di per sé fondamentale per valorizzare il nostro patrimonio, non solo religioso, storico e culturale, ma anche sociale. Sant’Agata deve diventare un fattore di unione in una città che ha vissuto troppo a lungo in uno stato di frammentazione”. Pieno appoggio anche dal rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo: “Sant’Agata è un evento complesso, che intreccia simboli, pratiche, narrazioni, musica, fede e spazio urbano. È un oggetto di studio privilegiato per comprendere l’identità collettiva e il ruolo della cultura materiale nelle dinamiche sociali.”
Luigi Petrillo, direttore della Cattedra UNESCO in Patrimonio Culturale Immateriale e Diritto Comparato presso l’Università Unitelma Sapienza di Roma, è intervenuto in collegamento remoto. Petrillo ha infatti sottolineato: “ottenere il riconoscimento sarebbe importante per la visibilità della Festa, ma ciò che conta davvero è il processo partecipativo che si innesca: il coinvolgimento della comunità, la presa di coscienza collettiva del valore della propria identità culturale”.













