
Saranno oltre sei milioni gli italiani che, in occasione delle festività natalizie, prepareranno la valigia e si metteranno in viaggio: un dato significativo che conferma come il desiderio di spostarsi e concedersi una pausa continui a essere forte, nonostante un contesto economico ancora segnato da prudenza e attenzione alle spese. Il Natale si conferma così uno dei momenti chiave dell’anno per il turismo, capace di trainare la domanda interna e sostenere l’intero comparto, ma ecco dove sono diretti gli Italiani quest’anno!
L’83% dei viaggiatori sceglierà di restare entro i confini nazionali, dimostrando quanto il turismo domestico continui a rappresentare una colonna portante per il settore. Tra questi, circa un quarto opterà per destinazioni prossime alla propria regione di residenza, privilegiando mete facilmente raggiungibili e riducendo tempi e costi di spostamento. Una tendenza che riflette una maggiore attenzione alla sostenibilità economica del viaggio, senza rinunciare però al piacere di una breve vacanza natalizia!
Accanto al turismo interno, emerge anche una quota rilevante di viaggiatori orientata verso l’estero. Circa un milione di italiani sceglierà infatti di trascorrere il Natale in una capitale europea o in un Paese extra europeo, le grandi città, con i loro mercatini natalizi, gli eventi culturali e l’atmosfera festiva, continuano ad esercitare un forte richiamo, così come le mete più lontane, spesso viste come un’occasione per concedersi un’esperienza diversa e più esotica.
Nel 60% dei casi si tratterà comunque di vacanze brevi, con uno o due pernottamenti al massimo, questa scelta conferma un trend ormai consolidato: gli italiani preferiscono soggiorni più corti ma concentrati, capaci di offrire relax e svago senza incidere eccessivamente sul bilancio familiare. Una modalità di viaggio che consente anche una maggiore flessibilità, adattandosi agli impegni lavorativi e alle esigenze familiari tipiche del periodo natalizio.
Per quanto riguarda le soluzioni di alloggio, il 29% dei viaggiatori sceglierà strutture alberghiere, confermando il ruolo centrale degli hotel nel periodo delle feste, ma una quota ancora più ampia, pari al 40%, opterà per la casa di amici e parenti o per seconde case di proprietà. Una scelta che consente di contenere i costi e, allo stesso tempo, di vivere il Natale in un contesto più familiare e informale.
La classifica delle destinazioni vede al primo posto la montagna, che raccoglie il 20% delle preferenze: Neve, sport invernali e atmosfere tipicamente natalizie continuano a rappresentare un forte richiamo. Seguono le località di mare e le città d’arte, che restano molto apprezzate anche in inverno, grazie a un’offerta culturale ricca e a temperature spesso più miti rispetto ad altri periodi dell’anno.
Il Natale resta una festa da condividere: il 59% degli italiani viaggerà in coppia, mentre il 36% partirà con i figli. Non manca però una quota di viaggiatori solitari, pari all’11%, segno di una crescente autonomia nelle scelte di viaggio e di una maggiore propensione a concedersi un’esperienza personale, anche durante le festività.
La spesa media prevista si aggira intorno ai 390 euro a persona. Un importo che riflette un equilibrio tra il desiderio di viaggiare e la necessità di mantenere il controllo sui costi, ma complessivamente questa mobilità natalizia rappresenta un importante impulso per l’economia turistica, coinvolgendo trasporti, strutture ricettive, ristorazione e servizi collegati.
Secondo Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcommercio, i dati sulle partenze natalizie confermano la solidità della domanda turistica interna e il ruolo centrale del turismo per il Paese: La prevalenza di vacanze brevi dimostra come gli italiani continuino a viaggiare adattando durata e modalità di soggiorno a un contesto economico attento ai costi.
Da qui l’importanza di sostenere le imprese del settore con politiche mirate a favorire investimenti, innovazione e formazione, così da rispondere a una domanda sempre più esigente e contribuire in modo stabile alla crescita economica e occupazionale.
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