
Nuove regole del turismo 2026: In Sicilia cambia ancora la disciplina sulle strutture turistico-ricettive. Dopo le prime modifiche introdotte con il decreto di giugno, è arrivato a settembre un decreto correttivo che aggiorna e chiarisce diversi aspetti della nuova legge regionale sul turismo n. 6/2025. Si tratta di un intervento tecnico, ma con effetti pratici rilevanti per chi opera nel settore dell’ospitalità. L’obiettivo è eliminare refusi e ambiguità che rischiavano di creare confusione tra operatori, Comuni e uffici turistici.
Tra le principali novità del decreto correttivo turismo Sicilia c’è la rimozione del riferimento alle locazioni turistiche dall’allegato A: In sostanza, vengono distinti gli affitti brevi, disciplinati dalla normativa nazionale e dal codice identificativo regionale, dalle strutture ricettive vere e proprie come alberghi, b&b, case vacanza e campeggi. Una precisazione che chiarisce un punto critico della versione di giugno, che aveva equiparato impropriamente le due categorie.
Il nuovo testo specifica che l’obbligo di avere camere accessibili con bagno privato per persone con disabilità riguarda solo alberghi, alberghi diffusi, campeggi, case per ferie, ostelli e strutture rurali.
È stata anche rivista la regola sui bagni comuni, precisando che la disposizione “ogni camera deve avere almeno un lavabo” si applica solo alle strutture alberghiere, evitando interpretazioni troppo estensive.
Viene inoltre eliminato il limite dei 270 giorni di apertura annui, che ora fa riferimento diretto alla legge regionale turismo 6/2025, per garantire coerenza normativa. Importante anche la semplificazione per chi apre una struttura in condominio: non sarà più necessario allegare il regolamento condominiale o la dichiarazione dell’amministratore.
Il decreto correttivo conferma i requisiti minimi introdotti a giugno, pensati per innalzare la qualità e la sicurezza dell’accoglienza siciliana: dotazione di estintori, defibrillatori, segnaletica multilingue e dimensioni minime delle stanze. Resta fissata la scadenza del 30 giugno 2026 per adeguarsi ai nuovi standard, mentre le classificazioni rilasciate con le vecchie regole restano valide fino al 31 dicembre 2026.
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