Arriva il Reddito Studentesco 2025: Novità importante per gli studenti universitari italiani, il reddito studentesco 2025 è pronto a offrire un sostegno economico mensile sotto forma di tirocinio lavorativo. La misura non si traduce in un semplice bonus, ma in un’opportunità concreta di formazione pratica presso istituzioni pubbliche e private, combinando apprendimento e supporto finanziario.
Il progetto mira a sostenere gli studenti nel percorso universitario, incentivando esperienze professionali e avvicinando i giovani al mondo del lavoro, riducendo al contempo le difficoltà economiche durante gli studi.
Arriva il Reddito Studentesco 2025, tirocini alla Camera dei Deputati
Uno dei principali progetti legati al reddito studentesco 2025 è rappresentato dai tirocini alla Camera dei Deputati. In collaborazione con le università e la Fondazione CRUI, sono stati pubblicati 6 bandi di tirocinio per studenti di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico.
Gli stage dureranno sei mesi, dal 2 novembre 2025 al 1° maggio 2026, e si svolgeranno a Roma in diversi ambiti, tra cui comunicazione istituzionale, relazioni internazionali e attività amministrative.
Pur non costituendo un rapporto di lavoro, i tirocini prevedono un sostegno economico: 800 euro mensili come rimborso spese per chi non risiede a Roma e 200 euro per chi già vive nella Capitale. Questa iniziativa rappresenta un vantaggio significativo, combinando formazione pratica e autonomia economica per gli studenti.
Requisiti per accedere al Reddito Studentesco 2025
L’accesso ai tirocini prevede requisiti selettivi, mirati a garantire la partecipazione di studenti meritevoli e motivati:
- Media esami pari almeno a 25/30;
- Numero minimo di crediti già acquisiti;
- Età massima variabile tra 26 e 29 anni, in base al percorso di studi;
- Conoscenza certificata della lingua inglese, almeno a livello B1.
Questi criteri assicurano che i beneficiari siano studenti impegnati e pronti a trarre il massimo dall’esperienza formativa. Il tirocinio non solo offre un sostegno economico, ma consente di vivere dall’interno le istituzioni italiane, migliorando le competenze e aprendo prospettive professionali future.













