Categorie: Scuola

Docenti italiani all’estero, il contratto si aggiorna: nuove regole dopo un decennio di attesa

Introdotte tutele su lavoro, mobilità e trasparenza. Sindacati ancora al lavoro su reclutamento e diritti residui

Dopo oltre quindici anni di attesa, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto Istruzione e Ricerca compie un passo decisivo riconoscendo, per la prima volta, una sezione interamente dedicata al personale scolastico italiano in servizio all’estero. Una novità storica, che pone fine a un lungo vuoto normativo causato dal Decreto Legislativo 64/2017, che aveva sostanzialmente azzerato le precedenti tutele contrattuali, lasciando chi lavora fuori dai confini nazionali senza una cornice adeguata di diritti. Il nuovo percorso negoziale, ora riaperto, rappresenta un’importante inversione di rotta, accogliendo le istanze avanzate da sindacati e lavoratori da anni.

Nuovi ambiti di contrattazione: trasparenza, sicurezza e orari

Il testo negoziato introduce un ampliamento delle materie oggetto di contrattazione, confronto e informativa. Tra gli attori coinvolti, oltre al MAECI, figurano anche le Ambasciate, i Consolati e gli stessi istituti scolastici. I temi al centro del confronto riguardano l’accesso al MOF (inclusi i lettori), la sicurezza sui luoghi di lavoro, le misure contro il burnout, la revisione dei contingenti di personale, la riorganizzazione degli orari e la mobilità tra sedi estere. Importante anche l’impegno dell’amministrazione a fornire informazioni aggiornate su variazioni nei coefficienti dell’indennità di servizio e sulle graduatorie dei concorsi. Si tratta di un tentativo concreto di creare un sistema più trasparente e sostenibile, che tenga conto della complessità del lavoro scolastico svolto oltre confine.

Questioni aperte e prossimi passi

Nonostante i progressi, restano ancora diversi nodi da sciogliere. I sindacati hanno posto l’accento su ulteriori richieste da inserire nella contrattazione: tra queste, la regolamentazione della cessazione e del rientro in servizio, le condizioni per lasciare la sede durante le pause didattiche, nuovi criteri di reclutamento e l’accesso a fondi per l’innovazione didattica. Si discute anche della necessità di riconoscere le festività italiane per chi lavora all’estero, e di introdurre una sezione dedicata ai lettori, includendo anche le attività extra accademiche. L’amministrazione ha espresso alcune riserve, soprattutto legate ai vincoli normativi e di bilancio, e si è riservata del tempo per ulteriori approfondimenti. Il tavolo di contrattazione è stato aggiornato al prossimo 4 settembre: sarà un momento chiave per definire il perimetro effettivo delle nuove tutele.

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