
Il consiglio comunale di Catania ha approvato, con 26 voti favorevoli, 20 emendamenti riguardanti le nuove attività portuali. Tra le proposte vi è la salvaguardia della scogliera D’Armisi e la naturalizzazione del torrente Acquicella. Si è, inoltre, discusso di allargare via Colombo e creare, così, delle ulteriori piste ciclabili. Il punto fermo delle parti è il divieto assoluto di costruire centri commerciali all’interno del nuovo porto.
La storica scogliera di Armisi è salva! Con le recenti decisioni, è stato scongiurato il rischio di vederla trasformata in un porto turistico per mega yacht. Il progetto iniziale, che prevedeva la costruzione di un molo lungo circa 700 metri, avrebbe stravolto l’identità naturale e paesaggistica di uno degli ultimi tratti incontaminati della costa.
Determinanti in questa svolta sono stati i dubbi e le forti preoccupazioni sollevate da associazioni ambientaliste e da comitati locali, che hanno messo in luce l’importanza di tutelare un’area che non rientra nella competenza dell’autorità portuale e che ricade interamente su demanio pubblico marittimo. Quindi, grazie a questo impegno civico, non si distruggerà più la scogliera di Armisi, né verrà ceduta a interessi privati.
Nonostante le recenti approvazioni vi è chi ancora combatte per far si che il nuovo porto turistico non venga costruito. Secondo quanto riportato da LiveSicilia in prima linea tre associazioni: Volerelaluna, la Lipu di Catania ed il WWF di Catania. “È di tutta evidenza come uno sviluppo armonico e integrato fra le attività portuali e la vita cittadina possa rappresentare una grande opportunità di crescita e sviluppo e di un nuovo rapporto tra la città e il suo mare – scrivono le associazioni – Ci si domanda pertanto se la proposta attualmente in corso possa rispondere adeguatamente a queste esigenze e alle aspettative che i cittadini possono nutrire”.
Il primo problema esposto dalle associazioni è la competenza territoriale, poiché il progetto si estenderebbe a zone non di competenza del Porto di Catania. Il secondo riguarda la logica di sistema, ovvero a far parte del sistema portuale della Sicilia Orientale, non sono solo i porti di Catania e Augusta, ma anche i porti di Pozzallo e Siracusa, che però non sono stati inclusi nel progetto.
Infine menzionati i gravi danni ambientali che il piano comporterebbe, dovuti ad un eccesso di cementificazione, e il relativo problema legato all’ inquinamento.
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