
Il rapporto annuale di Cittadinanzattiva sulle tariffe della tassa sui rifiuti (Tari) in Italia ha proclamato Catania come la città con la Tari più alta di tutto il paese nel 2024, con un incremento del 2,6% rispetto all’anno precedente.
Si tratta di un risultato che fa riflettere, poiché la città di Catania, nonostante l’aumento del costo della Tari, continua ad essere una delle città maggiormente afflitta dall’emergenza dei rifiuti che invadono le strade.
Questo crea un paradosso in cui i cittadini pagano tasse elevate per un servizio che non risponde alle necessità di igiene urbana.
Di fronte a questa notizia, il vicesindaco di Catania, Paolo La Greca, ha commentato la situazione con un post provocatorio su Facebook, in cui ha messo in evidenza il fatto che la città abbia la Tari più alta d’Italia e accennando al concetto di default della città. La sua dichiarazione ha suscitato prontamente la risposta del giornalista Matteo Iannitti, il quale ha puntato il dito contro la gestione inefficiente e fallimentare dei rifiuti di Catania. Questa condizione non fa altro che alimentare un circolo vizioso dell’aumento delle tariffe, dell’evasione fiscale e del debito, andando così a generare un impoverimento della città e delle famiglie, incrementando le difficoltà economiche e la criminalità organizzata.
Pertanto, Iannitti, invita il vicesindaco a trovare una soluzione concreta a tali problematiche, piuttosto che banalizzarle, e “uscire dal paradosso di una città poverissima, sporca, che paga le tasse sui rifiuti più alte d’Italia.”
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