
Il Senato ha approvato una nuova normativa per la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Un passo significativo e atteso, fortemente sostenuto anche dal Ministro dell’Ambiente. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha visto ampliate le sue competenze come commissario straordinario per la gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di velocizzare la costruzione di questi impianti.
Un emendamento al decreto legge Omnibus, approvato di recente, estende le prerogative di Schifani fino alla fase di appalto per la realizzazione dei termovalorizzatori e di altri impianti dedicati all’emergenza rifiuti e idrica, finanziati tramite il Pnrr e il Pnc. Questa nuova normativa allinea i poteri di Schifani a quelli del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per quanto riguarda la gestione dell’emergenza rifiuti nella capitale. Prima di questa modifica, le competenze di Schifani si limitavano alla progettazione e all’approvazione del piano rifiuti.
Nonostante l’ampliamento delle sue funzioni, la costruzione dei due termovalorizzatori previsti in Sicilia, con un costo complessivo di circa 800 milioni di euro, richiederà gare pubbliche. Sebbene l’emendamento consenta deroghe a determinate norme del codice degli appalti, le leggi europee impongono comunque procedure di evidenza pubblica per appalti che superano una certa soglia. Questo implica che, pur essendo prevista una procedura più snella rispetto alla gara tradizionale, non sarà possibile procedere con un’assegnazione diretta.
Già esiste un piano condiviso tra Regione e Ministero, ma mancano ancora passaggi formali, come un piano rifiuti generale che deve contemplare tutti gli aspetti legati ai termovalorizzatori, dalla raccolta differenziata ai sistemi di conferimento e alle discariche per la frazione residua. Dopo il passaggio in commissione, che avverrà nei prossimi giorni e non sarà vincolante, solo un parere del CgA potrebbe rallentare un processo che sembra, per il momento, inarrestabile.
La Regione ha già predisposto un cronoprogramma e il piano rifiuti dovrebbe essere pronto entro la fine del 2024, precisamente nel mese di novembre. Una volta approvato, si potranno avviare le procedure per la costruzione dei termovalorizzatori, che richiederanno circa due anni di lavoro dopo la fase di gara. Il primo impianto, il più piccolo, potrebbe essere completato entro la fine della legislatura, con i lavori che potrebbero iniziare nel 2026.
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