
Ancora episodi di violenza contro il personale sanitario, una situazione che sembra purtroppo non conoscere tregua. Ieri sera ad Avola, in provincia di Siracusa, un soccorritore del Seus 118 è stato aggredito dai familiari di una paziente durante un intervento di emergenza. Il soccorritore è stato colpito ripetutamente con calci e pugni, riportando ferite al volto e alla spalla. Dopo essere stato visitato al pronto soccorso, i medici gli hanno assegnato una prognosi di 7 giorni. Gli aggressori verranno denunciati, mentre la Seus si costituirà parte civile nel processo. Riccardo Castro, presidente della Seus, ha espresso profonda indignazione: “È un fenomeno inaccettabile. I nostri soccorritori, veri angeli del soccorso, lavorano con professionalità e sacrificio per salvare vite, e non meritano di essere esposti a simili violenze“.
L’episodio di Avola si aggiunge a un quadro nazionale preoccupante, come sottolineato dal segretario della Federazione dei medici di Medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. Solo nelle ultime 24 ore, sono stati registrati due gravi casi di aggressione ai danni di medici di medicina generale. Il primo episodio si è verificato a Cagliari, dove un medico è stato brutalmente picchiato da un paziente che lamentava l’eccessiva attesa per essere visitato. Le ferite riportate dal medico hanno reso necessario il ricovero, con una prognosi di quasi 50 giorni. Il secondo caso è avvenuto a Melito, in provincia di Napoli, dove un altro medico è stato aggredito nella sede di continuità assistenziale. Questi episodi si inseriscono in un preoccupante trend di violenze contro il personale sanitario, come accaduto anche in Costiera Amalfitana a fine luglio, quando un medico di famiglia è stato aggredito nel suo studio, riportando gravi lesioni.
Silvestro Scotti ha lanciato un forte appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga con un messaggio rivolto alla cittadinanza, richiamando al rispetto e alla civiltà: “È intollerabile che i professionisti della salute siano trasformati in capri espiatori di un sistema in difficoltà. Non riguarda una sola branca, ma è un fenomeno dilagante in tutto il Paese“. Scotti ha inoltre evidenziato la necessità di responsabilizzare tutti i settori della società, coinvolgendo famiglie, scuole e media nella lotta contro questa deriva culturale che favorisce odio e aggressività.
A fronte di questo clima, la Seus ha annunciato che verranno presto fornite bodycam ai soccorritori del 118, come misura deterrente contro le aggressioni, e ha chiesto alle Asp, agli ospedali e ai Policlinici di includere i propri operatori nelle misure di prevenzione della violenza previste dalle linee guida del Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico). La società, inoltre, ha avviato campagne di sensibilizzazione e sta predisponendo un supporto psicologico per i dipendenti.
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