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Treni Sicilia, aumenti nel nuovo contratto di servizio: in protesta le associazioni

In questo 2024 ad andare incontro a rincari saranno anche i prezzi dei biglietti per il trasporto ferroviario. In protesta le associazioni.

Una protesta, quella messa in atto dal Comitato Pendolari Sicilia, che ha raggiunto il culmine lo scorso 26 dicembre, al momento della presa visione del nuovo contratto di servizio per il trasporto ferroviario e degli aumenti che graveranno sulle tasche degli utenti già da questo 2024.

I chiarimenti

Il contratto, firmato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, su proposta dell’Assessore regionale alle Infrastrutture ed alla Mobilità, Alessandro Aricò, prevede una validità decennale – fino al 2033 – e gli incrementi del servizio, con l’attivazione di nuove linee e potenziamento di quelle presenti.

Dalla Regione è stato infatti chiarito: “Si passerà dagli attuali 10,9 milioni di chilometri-treno ai circa 13,7 milioni previsti per il 2033. Nel complesso, per i prossimi 10 anni il contratto avrà un costo di 1,5 miliardi di euro“. Nel comunicato è stata poi aggiunta la previsione di “un ulteriore investimento regionale di oltre 300 milioni per l’acquisto di 23 nuovi treni, tra i quali quelli che viaggeranno sulla Palermo-Catania a 200 km/h“.

Per la Regione, dunque, l’aumento del prezzo dei biglietti ferroviari sarebbe giustificato dal miglioramento del servizio ferroviario sull’Isola: ciò però non ha placato gli animi dei rappresentanti di diverse associazioni, come quella del Comitato Pendolari Sicilia, che ha attaccato la Regione di “poca trasparenza“.

Le parole di Malaponti

“I pendolari siciliani ringraziamo il governatore Schifani e l’assessore ai trasporti Aricò per il doppio regalo di Natale” scrive Giosuè Malaponti, presidente e fondatore del Comitato, aggiungendo “Nel pacco regalo di Natale abbiamo trovato: un nuovo contratto di servizio da gennaio 2024 a dicembre 2033 del quale sconosciamo i contenuti e una riduzione dei costi dei biglietti del 5 per cento, al momento solo sulla nota stampa della Regione”.

Malaponti rincara poi la dose, scrivendo: “i pendolari che si appresteranno ad acquistare gli abbonamenti mensili o annuali o il singolo biglietto di trasporto dal primo gennaio non troveranno lo sconto del 5% sbandierato dalla Regione ma un ulteriore aumento del 5%“.

Non è tutto oro quel che luccica, in definitiva. Si tratta dell’ennesimo settore che in questo nuovo anno sembra pronto ad inficiare i risparmi dei pendolari dell’Isola, i quali verranno colpiti anche dagli altri rincari già abbondantemente previsti.


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