Sulle tracce di Vincenzo Bellini: gli omaggi al Cigno di Catania

Vincenzo Bellini è noto in tutto il mondo come uno dei più grandi compositori italiani: ecco gli omaggi offerti nel tempo al Cigno catanese.

Vincenzo Bellini è stato senza dubbio uno dei più grandi compositori italiani: apprezzato sia in Patria che all’estero, come in Francia dove l’operista morì il 23 settembre del 1835, la fama di Bellini ha raggiunto il mondo intero. A tal proposito, non sono pochi gli omaggi al compositore, dei generi più vari: da edifici e luoghi a lui intitolati, passando per la cucina e gli oggetti di uso comune. E soprattutto, gli omaggi al compositore non sono stati a lui rivolti solo dalla sua città natale, Catania.

In occasione dell’anniversario della morte del “Cigno di Catania”, ecco quali sono i principali doni offerti in ammirazione a Vincenzo Bellini negli anni.

Gli omaggi a Vincenzo Bellini: Catania

Per seguire le tracce di Vincenzo Bellini non si può non partire dalla sua città natale: Catania. Infatti, com’è facile immaginare, la città etnea ha omaggiato in moltissimi modi differenti il suo Cigno, che le ha portato tanto lustro nel tempo e tutt’oggi. Il primo esempio di omaggio della città di Catania a Vincenzo Bellini,  non può che essere anche quello più scontato, per certi versi: il teatro dell’opera. Infatti, il tempio etneo della musica inaugurato nel 1890 porta proprio il nome di Vincenzo Bellini, così come la piazza che lo ospita.

Tuttavia, a Catania non ci si è limitati a dedicare il teatro principale della città al compositore. Infatti, uno dei piatti tipici della cucina siciliana originari di Catania porta un nome legato a Vincenzo Bellini. Si tratta della pasta alla Norma, come l’opera celebre realizzata dal compositore etneo. Secondo quanto riportato, sembra che il nome della pasta condita con salsa di pomodoro, melanzane fritte, ricotta salata e basilico derivi proprio da un’esclamazione di Nino Martoglio mentre ne stava mangiando un piatto, paragonandola alla Norma di Bellini per la sua eccellenza.

Infine, Catania ha omaggiato Bellini anche intitolando a lui altri luoghi simbolo della città. Dalla villa comunale, nota anche come Giardino Bellini, all’aeroporto della città, senza dimenticare il Conservatorio.

Gli omaggi a Bellini: Italia

Se gli omaggi della città di Catania a Vincenzo Bellini sono così vari, non si può certo dire che il compositore sia stato ignorato nel resto d’Italia. Infatti, basti pensare che uno dei teatri del capoluogo siciliano è dedicato al Cigno di Catania. Si tratta del Real Teatro Bellini o Regio Teatro Carolino, piccolo edificio della prima metà del Settecento e quindi antecedente al teatro di Catania. Inoltre, l’edificio palermitano, che può ospitare poco più di 270 persone, sorge in piazza Bellini e porta il nome del compositore etneo solo a partire dal 1848.

Sempre a Palermo, anche il Conservatorio è stato inizialmente dedicato a Bellini, per intitolarlo successivamente al compositore palermitano Alessandro Scarlatti. Infine, rimanendo in Italia, la città di Napoli ospita due luoghi dedicati a Vincenzo Bellini. Si tratta della piazza che presenta anche una scultura raffigurante il compositore, e del teatro a lui dedicato.

Sulle tracce di Bellini: altri omaggi

Ma i modi per omaggiare i grandi della storia sono vari, e la pasta alla Norma non è certo il più singolare. Infatti, si trovano spesso vie istituzionali, come può essere la presenza di Bellini sulle banconote da 5mila lire, avente raffigurato sul lato opposto Norma, personaggio dell’omonima opera.

Inoltre, il nome di Bellini fu dato a un asteroide da parte del suo scopritore, l’astronomo amatoriale Vincenzo Silvano Casulli. Si tratta del 18509 Bellini, un asteroide della fascia principale scoperto il 14 settembre del 1996.

Infine, l’ultimo omaggio al compositore è forse quello più singolare: infatti, a Bellini è anche stata dedicata una specie di funghi: si tratta del Suillus bellinii (Inzenga) Watling. Questo fungo fa parte della famiglia delle Suillaceae e, sul piano gastronomico, è uno dei più pregiati di questo gruppo, se non il miglior tipo.


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Martina Bianchi

Giornalista pubblicista con una laurea magistrale in Global Politics and Euro-Mediterranean Relations e una triennale in Scienze e Lingue per la Comunicazione, coltiva l'interesse per il giornalismo scrivendo per LiveUnict dal 2018 e coordinando la redazione da maggio 2022. Appassionata di lingue straniere, fotografia, arte e viaggi, ama scrivere di attualità, con un particolare interesse per i diritti e la storia.

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